mercoledì 29 giugno 2016

UMILTA' ED ORGOGLIO

Mi sembra opportuno riproporre alla conoscenza dei lettori alcuni versi liberi che sono stati pubblicati nel volume "Persona persone et cetera" edito nel 2008 da Armando Siciliano

UMILTA' ED ORGOGLIO

Ha detto Paolo
né giudeo né greco
né schiavo né libero;
la travolgente inesorabi
alluvione dei secoli
l’umano cammino del c
ci permettono di dire
non sono musulmano
né buddista né cristiano
neanche scintoista indu
non sono francese
né italiano né canadese
neppure cinese nigerian
non mi diminuisco
non mi contrappongo
non mi ungo
di sciocca arroganza.
Proteso a comprendere
sollecito a riflettere
incline ad amare
umilmente orgogliosam
ho radici estese
dall’estrema Thule
alla Terra del Fuoco
da dove sorge il sole
all’occaso 

radici diffuse per assorbire
nutrimento al meditare
permettere l’ascesa 
alle vette mistiche
rinsaldare l’intimità
con il sole e le altre stelle,
non mi limito
sono un essere umano
un’immensità
corporea incorporea
consapevole briciolina
d’infinito.
Vivo il mio tempo
nel tempo del terrestre universo
nel mio breve soggiorno
nei crudeli limiti
vivo le onde del mare
i canti delle tempeste delle brezze
il verde dei prati
il verso del pettirosso
porto i me tutti gli eventi
sono la preistoria
il sapiens mio padre
l’erectus suo nonno
sono il compimento
sono la storia
la transitoria fase finale
della storia umana
conscio inconsapevole
ognuno di noi lo è
ha in se migliaia di anni
di fatti più o meno importanti
provvisoriamente decisivi.

Vivo giorno dopo giorno
nei miei crudeli limiti
la rincorsa delle aurore
la cavalcata delle stagioni
il girotondo delle stelle
l’abbraccio dell’amore
l’ampliarsi della conoscenza
l’armoniosa bellezza
della madre naturale
sconsideratamente devastata
la grettezza dei poteri
la disumanità dei potenti
l’infamia dello sfruttamento
il furto dei diritti
i fermenti le aspirazioni
dilaniate dal lerciume 
che ci avvolge ci macchia, 
il riapparire della meraviglia
l’ostinato rifiorire
delle speranze degli ideali
il percorrere tenaci
il sentiero verso l’inevitabile
totale equilibrio
il totale fluire della vita
nel lento impassibile solenne
incedere dell’evoluzione.


martedì 24 maggio 2016

PRESUMTUOSUOS NOTES? PART 3°

Any idea we can get an idea of ​​God is always partial, very small, anthropomorphic, definitely wrong and very far from the truth; all lighting revelations that swarm around the globe are just miserable human constructions, often of superb props, and selfish interests. Divine love pervades the whole universe beginning with elementary particles, physics mystical reality, an expression of the love that animates the energy they bring; any emphasis of humanity will not go much beyond the limits of this world. Let us not lose the sense of proportion, we try to look beyond our limited viewing angle.
I was only allowed to explain some fruits of my limited life experience; I tried to understand, to think in fairness, the less selfishly as possible, not to get overwhelmed by widespread mentality and behavior in the environment in which I lived. I do not have advice to give, everyone has the right to make their own mistakes, to think seriously questionable things, difficult to accept by most. I will allow me to ask you to reflect, to observe free from conditioning (as possible), attentive to what is around, to read in our hearts without fear to reject what many so-called authorities of the past and present would we accepted passively. We evaluate with flexibility and commitment that is proposed to us, having in mind that we look for external shields to the more rigorous should be heard with suspicion because it could be a braggart; Always remember that no human being can have the absolute truth and our honest opinion is as good as the other's opinion, whoever he is. We discuss everything consistently without reverential fears; many so-called truths are daughters of proud ignorance or interests of the shop. Let me repeat again the exhortation to try to look beyond the limited personal circle of the horizon, bravely, elastically free, not approve or reject impulse but to reason; think long and hard, trying to figure out if what you read, you listen is a sign of careful honest belief, which is not, by contrast, expression of personal interest, faction, pride, unaware of irresponsibility.


emotional whispers, babbling synthetic - All equal in dignity and rights in the various behaviors diversity.

APPUNTI PRESUNTUOSI? PARTE 3°

Qualsiasi idea possiamo farci di Dio è sempre un’idea parziale, ridottissima, antropomorfa, sicuramente sbagliata e lontanissima dal vero; tutte le rivelazioni illuminazioni che pullulano su tutto il globo sono solo costruzioni miseramente umane, spessissimo puntelli di interessi superbi e egoistici. L’amore divino pervade tutto l’universo a cominciare dalle particelle elementari, mistica fisica realtà, espressione di quell’amore che anima l’energia di cui sono portatrici; qualunque enfatizzazione dell’umanità non potrà andare molto oltre i limiti di questo mondo. Cerchiamo di non perdere il senso della misura, proviamo a guardare al di là del limitato nostro angolo visuale.
Mi sono soltanto permesso di esplicitare alcuni frutti della mia ridotta esperienza di vita; ho cercato di comprendere, di riflettere in onestà, il meno egoisticamente possibile, di non farmi sopraffare da mentalità e comportamenti diffusi negli ambienti in cui ho vissuto. Non ho neanche consigli da dare, ognuno ha il diritto di fare i propri errori, di pensare cose seriamente discutibili, difficile da accettare dai più. Voglio permettermi di invitare a riflettere, ad osservare liberi da condizionamenti (per quanto possibile), attenti a ciò che sta intorno, a leggere nel nostro intimo senza paura di respingere quello che tante così dette autorità del passato e del presente vorrebbero che accettassimo supinamente. Valutiamo con elasticità ed impegno quello ci viene proposto, avendo sempre presente che ci cerca scudi esterni al più rigoroso dovrebbe essere ascoltato con sospetto perché potrebbe essere un millantatore; ricordiamo sempre che nessun essere umano può avere la verità assoluta e la nostra onesta opinione vale quanto l’opinione dell’altro, chiunque esso sia. Discutiamo di tutto coerentemente senza timori riverenziali; tante così dette verità possono essere figlie di superba ignoranza oppure di interessi di bottega. Consentitemi di ripetere ancora l’esortazione a provare a guardare al di là del limitato cerchio dell’orizzonte personale, coraggiosamente, elasticamente liberi, non approvare o respingere d’impulso ma ragionare; riflettere a lungo, cercare di capire se ciò che si legge, si ascolta è segno di attenta onesta convinzione, che non sia, al contrario, manifestazione di interessi personali, di fazione, superbia, di inconsapevole irresponsabilità.


Bisbigli emozionali, balbettii di sintesi – Tutti uguali in dignità e diritti nelle varie diversità di comportamenti 

giovedì 19 maggio 2016

PRESUMPTUOUS NOTES? PART 2°

Humanity has a duty to realize that it is just part of the whole complex of the Earth actually boasts of having the gift of rationality (no one doubts) has the specific task of taking into account the total land use context; not destroy, exploit senselessly a natural balance that has governed the life of the fine earth from birth and in the course of evolution, and this is in the immediate interest consideration that the generations to come. The much-vaunted love, extolled in words but in fact betrayed, must be addressed also to living beings, our fellow travelers, and the physicality that makes possible human life and the love that gives life. For love, just for love must reduce that imbalance caused by the superb human supremacy; the era anthropocentric as it was called (by Nobel laureate Paul Crutzen), aggravated, denatured, dehumanized by '' technological ecumenism "(as defined by the philosopher Hans Jonas, which presupposes a strict principle of accountability, ethics for technological civilization), in which the technological objects take absolute value than the value of natural resources necessary for production, it will bring in the future (the signals are already clearly visible) that colossal disasters. Attempts are bland, not very efficient are only palliatives that do not cure the causes of the disease.
Against that background, it must enter the obvious observation that the earth's resources can not fairly adapt, just like that, in contradiction to what are the rights of the person, the disparities are even more colossal than they are in place. You can not be in fact free and you do not have the possibility of the use of appropriate means to their theoretical freedom. No "civilization," no nation can claim the right to stand as a guide, the gendarme of all humanity because this insults, deep down, the remaining; any wealth, any arrogant supremacy is also causing material damage, a criminal robbery against those who do not have the opportunity to compete, to fight, proper layout. The shame for all humanity is made even worse when trying to impose "high mission" the most striking manifestation of all the violence, oppression and exploitation, the use of criminally inhuman strength of the war, any kind of destructive war of life and dignity of so many people, in addition to material damage and ecological pollution. Mediation, long unremitting action contacts, diplomatic negotiations, a genuine dialogue conducted on an equal basis, of a search for balance between the parties, Jogging action for peace and reconciliation between conflicting interests and different visions of a reality, they are not sufficiently practiced. There must be something wrong, grossly inconsistent in economic laws that govern a few centuries in this part of the production and distribution of material goods, the wealth of a nation and the relationship with the wealth of others; the fact that it is the observation of all is the great disparity exists between the few who own intolerably, criminally remarkable economic goods and the vast majority of people who fight with poverty, severe poverty or worse, both within of the nations that the balance between them.

The religions pervade the whole range of human interests from the most noble to the most petty and criminals. There can not be any knowledge of a human rationality plan, the supreme body which by its nature is omnipotent and eternal, and thus immeasurably transcends human cognitive ability. Any idea we can get an idea of ​​God is always partial, very small, anthropomorphic, definitely wrong and very far from the truth; all lighting revelations that swarm around the globe are just miserable human constructions, often of superb props interests and selfish ... .more

APPUNTI PRESUNTUOSI? PARTE 2°

L’umanità ha il dovere di rendersi conto che è solo una parte di tutto il complesso della realtà terrestre si vanta d’avere il dono della razionalità   (nessuno lo mette in dubbio) ha il preciso compito di usarlo tenendo conto del contesto totale terrestre; non distruggere, sfruttare insensatamente un equilibrio naturale che ha regolato la vita della terra fina dalla nascita e nel corso dell’evoluzione e questo sia in considerazione dell’interesse immediato che delle generazioni che verranno. Il tanto decantato amore, decantato a parole ma di fatto tradito, deve essere rivolto anche agli esseri viventi, nostri compagni di viaggio, ed alla fisicità che rende possibile la vita umana e l’amore che vivifica. Per amore, proprio per amore bisogna ridurre quel disequilibrio causato dalla superba supremazia umana; l’era antropocentrica come è stata chiamata(dal premio Nobel Paul Crutzen), aggravata, denaturata, disumanizzata dall’”ecumene tecnologico” (secondo la definizione del filosofo Hans Jonas, la quale presuppone un rigoroso principio di responsabilità, un’etica per la civiltà tecnologica), in cui gli oggetti tecnologici assumono valore assoluto rispetto al valore delle risorse naturali necessarie alla produzione, non potrà portare nel futuro (i segnali sono già chiaramente visibili) che a colossali disastri. I tentativi sono blandi, poco efficienti sono soltanto pannicelli caldi che non curano le cause della malattia.
Nel contesto suddetto bisogna inserire l’evidente osservazione che le risorse terrestri non potranno adeguarsi equamente, proprio così, in contraddizione con quelli che sono i diritti della persona, le disparità saranno ancora più colossali di quanto non lo siano in atto. Non si può essere di fatto liberi e non si ha la possibilità della fruizione dei mezzi adeguati alla propria libertà teorica. Nessuna “civiltà”, nessuna nazione può arrogarsi il diritto di ergersi a guida, a gendarme dell’intera umanità perché questo insulta, nel profondo, il restante; qualsiasi ricchezza, qualsiasi arrogante supremazia è anche un danno materiale, una criminale ruberia nei confronti di quelli che non hanno la possibilità di competere, di contrastare, di giusto contenimento. L’ignominia verso l’intera umanità è resa ancora più grave quando si cerca di imporre “l’alta missione” con la più eclatante manifestazione di tutte le violenze, sopraffazioni e sfruttamento, l’uso criminalmente disumano della forza della guerra, qualsiasi tipo di guerra distruttrice della vita e della dignità di tante persone, oltre ai danni materiali ed all’incosciente inquinamento ecologico. La mediazione, la lunga diuturna azione di contatti, trattative diplomatiche, di vero dialogo condotto su base paritaria, di una ricerca di equilibrio tra le parti, di tuta un’azione di pace e di pacificazione tra opposti interessi e diverse visioni di una realtà, non vengono sufficientemente praticati. Deve esserci qualcosa di sbagliato, di grossolanamente incoerente nelle leggi economiche che regolano da qualche secolo a questa parte la produzione e la distribuzione dei beni materiali, la ricchezza di una nazione ed il rapporto con la ricchezza delle altre; il dato di fatto che è all’osservazione di tutti è la grande disparità esistente tra quei pochi che possiedono intollerabilmente, criminalmente beni economici notevolissimi e la stragrande maggioranza delle persone che combattono con l’indigenza, la grave povertà o peggio, sia all’interno delle nazioni che nell’equilibrio tra esse.

Le religioni pervadono tutto l’arco di interessi umani dai più nobili ai più meschini e criminali. Non può esistere nessuna conoscenza, su un piano di razionalità umana, dell’ente supremo che per sua natura è onnipotente ed eterno e pertanto travalica incommensurabilmente le possibilità conoscitive umane. Qualsiasi idea possiamo farci di Dio è sempre un’idea parziale, ridottissima, antropomorfa, sicuramente sbagliata e lontanissima dal vero; tutte le rivelazioni illuminazioni che pullulano su tutto il globo sono solo costruzioni miseramente umane, spessissimo puntelli di interessi superbi e egoistici….continua  

martedì 17 maggio 2016

PRESUMPTUOUS NOTES? PART 1°


I transcribe what was published in 2005 in "Heart Sovvertitor and morals", the final part reflecting a series of inferences drawn from elementary widespread knowledge observations

Our world is a planet that occupies a small part of a universe whose spatial extension is immense, a universe that does not find its beginning, its creation in super quoted Big Bang; This can be considered an evolutionary event of a "something" that has always existed or that existed before. The above leads us to reconsider inexorably cosmological paintings behaviors that have reigned uncontrollably in the past; ... Tommaso Campanella in a letter to Galileo in 1614 and wondered already watched "you can not philosophise without a real and determined the de'mondi construction system, such as you expect; and already all things are called into question much that sapemo s'il talk is talk "... .from those imaginative cosmological paintings were born conceptions, ideologies, human behavior, theological insights that honesty would were consistently revised to be updated so that the human being, in humility, it becomes that it is "only" a thrilling magnificent expression, a large terrestrial bias dispersed in an "infinite" unimaginable, probabilistically populated by other beings with even superior to ours.
For many years, for a 'high percentage of my years I absorbed, I was made to absorb (with a good dose of quiet acquiescence on my part) the general mindset that did not take account of all that knowledge, new knowledge that would have enriched day after day the personal ability of a conceptual enlargement; the mental work imposed on me all the time, with hard work and with the necessary rigor, to counter the pernicious infectious germs led me to a discovery, humbly, of the causes of the conceptual fog and the elimination of germs likely responsible, the possibility that other germs having always present can act to pollute from other sides of the conceptual framework. The main action of rationality should consist in my opinion, trying to understand what is fundamental, primary to free all the lids, fouling, sub successive constructions which distort or even overturn the foundations on which the existence of each one of us and of human society as a whole.
It is the individual, the person the protagonist, but the humble protagonist, of human reality; society, institutions with all the burdens of the rules, the laws and their duties and rights are only successive and serve to regulate the existence of a single protagonist who can not afford to ignore each other, to overwhelm, to exploit it. Only (I am convinced) when most of the people will become aware of what is said can begin the real progress of humanity.
Nobody can claim to possess the absolute truth, to possess her own or supported, abetted by illuminations, revelations or more that can be put in a position of supremacy over other and there can be who has the right to impose its vision of considering himself authorized (by whom?) to determine what is good what is evil; the person with their own conscious judgment is able to tell if he will. The laws, regulations intervene on committed criminal offenses, that is when the staff conscious judgment has ignored and trampled the presence and the right of the other rights.

Humanity has a duty to realize that it is just part of the whole complex of the Earth actually boasts of having the gift of rationality (no one doubts) has the specific task of taking into account the total land use context; not destroy, exploit senselessly a natural balance that has governed the life of the fine earth from birth and in the course of evolution, and this is in the immediate interest consideration that the generations to come ....continue

APPUNTI PRESUNTUOSI? PARTE 1°

Trascrivo quanto pubblicato nel 2005 in “ Sovvertitor di cuore e di costumi”, quella parte finale che riflette una serie di deduzioni ricavate da elementari osservazioni di diffusa conoscenza.

Il nostro mondo è un pianeta che occupa una piccola parte di un universo la cui estensione spaziale è immensa, un universo che non trova il suo inizio, la sua creazione nel super citato Big Bang; questo si può considerare un evento evolutivo di un “qualcosa “ che è sempre esistito o che comunque esisteva prima. Quanto detto ci porta a riconsiderare comportamenti inesorabilmente quadri cosmologici che hanno imperato incontrollatamente nel passato;… Tommaso Campanella in una lettera a Galilei del 1614 chiedeva e già osservava “ non si può filosofare senza un vero e accertato sistema della costruzione de’mondi, quale da lei aspettiamo; e già tutte le cose sono messe in dubbio tanto che non sapemo s’il parlare è parlare”….da quei quadri cosmologici fantasiosi sono nate concezioni, ideologie, comportamenti umani, illuminazioni teologiche che onestà vorrebbe fossero coerentemente rivedute per essere aggiornate in modo che l’essere umano, in umiltà, si renda che è “soltanto” una magnifica esaltante espressione, una grande parzialità terrestre dispersa in un “infinito” inimmaginabile, probabilisticamente popolato da altri esseri dotati di intelligenza anche superiore alla nostra.
Per molti anni, per un’ alta percentuale dei miei anni ho assorbito, mi hanno fatto assorbire( con buona dose da parte mia di quieta acquiescenza ) la mentalità generale che non teneva conto di tutte quelle conoscenze, nuove conoscenze che avrebbero arricchito giorno dopo giorno le possibilità personali di un allargamento concettuale; il lavorio mentale impostomi di continuo, con fatica e col necessario rigore, per controbattere i germi perniciosi infettanti mi ha portato ad una individuazione, umilmente, delle cause della velatura concettuale ed alla eliminazione dei germi verosimilmente responsabili, avendo sempre presente la possibilità che altri germi possano agire per inquinare da altri versanti il quadro concettuale. L’azione principale della razionalità dovrebbe consistere a parere mio, nel cercare di capire quello che è fondante, primario per liberarlo da tutte le sovrastrutture, le incrostazioni, sub costruzioni successive che snaturano o addirittura ribaltano le basi su cui poggia l’esistenza di ognuno di noi e della società umana nel suo complesso.
È l’individuo, la persona il protagonista, umile ma protagonista, della realtà umana; la società, le istituzioni con tutto il carico delle norme, delle leggi e loro doveri e diritti sono soltanto successive e servono a regolare l’esistenza del singolo protagonista che non può permettersi di disconoscere l’altro, di sopraffarlo, di sfruttarlo. Soltanto (ne sono convinto) quando la maggior parte delle persone prenderà coscienza di quanto detto potrà iniziare il vero progresso dell’umanità.
Nessuno può permettersi di affermare di possedere la verità assoluta, di possederla in proprio o sorretto, spalleggiato da illuminazioni, rivelazioni o quanto altro può metterlo in una situazione di supremazia rispetto ad altri e non può esserci chi ha il diritto di imporre la propria visione ritenendosi autorizzato (da chi?) a stabilire qual è il bene qual è il male; la persona con il proprio giudizio cosciente è in grado di distinguere se lo vuole. Le leggi, i regolamenti intervengono sui fatti delittuosi commessi, quando cioè il giudizio cosciente personale ha ignorato e calpestato la presenza ed i giusti diritti dell’altro.

L’umanità ha il dovere di rendersi conto che è solo una parte di tutto il complesso della realtà terrestre si vanta d’avere il dono della razionalità   (nessuno lo mette in dubbio) ha il preciso compito di usarlo tenendo conto del contesto totale terrestre; non distruggere, sfruttare insensatamente un equilibrio naturale che ha regolato la vita della terra fina dalla nascita e nel corso dell’evoluzione e questo sia in considerazione dell’interesse immediato che delle generazioni che verranno….continua

venerdì 29 aprile 2016

CULTURE AND KNOWLEDGE

It seems appropriate to return to what was previously posted on 31/11/15 for a more defined framework.

In my opinion the knowledge feeds on the deductions that humanity derives from the one who guides the natural behaviors, its operation and the values ​​that will further ennoble the rigorous procedure of natural facts.. In this order of ideas is part determinately Carlo Rovelli with its interesting "seven short physics lessons." The above can not be influenced by historical facts and changing variables in places and in time, despite the possible manifestations of significant coincidences eventually cloaked in excellence and beauty. Unlike the cultural expressions are the sole work of mentality and operation of that small percentage of people using the talents that overlook the modest human intelligence; Unfortunately, this is constantly clouded dall'improponibile superb anthropocentrism that even today, with swagger with impunity lies at the apex of a hierarchy pyramid built. The above-mentioned hierarchy can be considered a direct consequence of the ignorant, proud legacy of the geocentric that has reigned for several millennia and repeated by arrogantly made sacred texts in most planetary civilization supported him.


This synthetic framework lends itself to a large number of reflections, all important so I will only advise readers who wish to deepen and broaden the knowledge to fit in the various cognitive joints, the admirable network of interconnections.

CULTURA E COSCENZA

Mi sembra opportuno ritornare su quanto precedentemente postato in data 31/11/15 per un più definito inquadramento.

C'è una notevole differenza tra conoscenza e cultura, la conoscenza è fondata su quelle che sono le leggi naturali che per loro natura sono immodificabili. 
Queste sono passibili di allargamenti ed approfondimenti conoscitivi dipendenti da quel continuo impulso che spinge l'umanità verso un concreto e documentabile ampliamento di quelle enormità che coinvolgono gli equilibri che sono le fondamenta delle realtà naturali.
Possiamo aggiungere la naturale conoscenza che ricaviamo dal dinamico relativismo einstaniano che stimola il libero pensare, la logica e la razionalità, nell'inflessibile coordinamento di quelle umane qualità.
Differentemente le espressioni culturali sono esclusiva opera di mentalità e operatività di quella piccola percentuale di persone che utilizzano i talenti che sovrastano la modesta intelligenza umana; purtroppo questa è costantemente annebbiata dall’improponibile superbo antropocentrismo che ancora oggi, impunemente con tracotanza si colloca all’apice di una costruita gerarchia piramidale. La suddetta gerarchia può essere considerata diretta conseguenza della ignorante, superbo lascito di quel geocentrismo che ha imperato per parecchi millenni e ripetuto arrogantemente da testi sacralizzati che nella maggior parte delle civiltà  planetarie lo sostenevano.
Onestamente e gioiosamente è accettabile tutto quello che l'umanità nel cammino storico ha prodotto nel campo artistico, nella stupefacente articolazione delle luminose interconnessioni del tessuto connettivo e della armonica rete che ha generato nel corso degli ultimi millenni tutto quello che è esaltante ed ammirevole prodotto dei talenti umani.
Niente può essere superficialmente eliminato di quella che è stata la continua produzione dell'attività umana negli ultimi millenni del processo evolutivo.
Opportunamente, con regolarità può essere sistematizzato in un organizzato archivio che documenti luminosamente la febbrile attività degli umani talenti; quanto  detto va rivisto alla luce dell'importantissima rivoluzione copernicana.
Il rivoluzionario angolo visuale proposto e documentato pur nelle relative possibilità del tempo da Copernico e Tico Brae (Ticone) è da considerare l'unica autentica rivoluzione che ha percorso la storia e le conoscenze umane, liberate da fantasiosi scritti sacralizzati, accettati con superficialità e conveniente grandezza antropocentrica ulteriormente squilibrata da improponibile ed inaccettabile tracotanza


Questo sintetico inquadramento si presta a un notevole numero di riflessioni, tutte importanti per cui mi limito a consigliare i lettori desiderosi di approfondire e allargare la conoscenza ad inserirsi nelle varie articolazioni conoscitive, della mirabile rete di interconnessioni.

lunedì 25 aprile 2016

PERPLEXITY

Referring to what was previously said, and frequently we can say that a small number of further reflection, confirming the awareness of the natural insignificance of each component of this planet. Therefore immediately aware of the insignificance of the planetary whole and not too allargarci the immense but still insignificant value of the galaxy of which we are part. Considering the small reality of which we are daily pervaded, it seems appropriate to reflect on the immense knowledge gash proposed by the aforementioned Scharf. The Italian text, in my opinion deserves a dramatic and damaging criticism about reduced competence and distorted the difficult translation, exhibition complex than precise inferences Scharf ago starting with billions and billions of time has passed and appropriate future prospects. The Italian edition we know, convince us that the translator does not have sufficient knowledge of the issues it deals Scharf; This observation makes it difficult to correct interpretation of the deep, detailed knowledge commitment Scharf. The Italian text, all too often makes it doubtful on some key conclusions reached by the Scharf. My conscious failure requires me prudent not to proceed beyond what has already been said. For as much as possible correct understanding of important cognitive deductions Scharf and convinced my failure to be able to know less superficial than that reached by the dell'Astrobiology Center director of Columbia University, invite the latter to make accurately control the flawed translation Italian of his valuable work. In this are distinguished accurately accettabilissime and documented conclusions from what are only hypotheses.