Per tentare di costruire un mondo più equilibrato, attento al divenire del reale, il meno ingiusto possibile bisogna andare a scuola di realismo, fondare le proprie convinzioni più importanti su fatti concreti, anche se solo umanamente, terrestramente concreti.
1) Tenere presente, sempre, che la Terra è uno dei numerosissimi corpi cosmici dell'universo, non è, non è mai stata il centro universale; piccolo segno di umiltà che invita a riconsiderare la serie di riflessioni filosofiche, teologico-escatologiche; dalla profondità dell' universo alla profondità del personale universo in intima correlazione.
2) L'umanità è una parte della totalità terrestre tutti i componenti fisici, biologici, ne costituiscono l'attivo equilibrio.
Potremmo paragonare la realtà terrestre ad un grande mosaico; una corretta, rigorosa osservazione deve, anche se difficile, tenere presente il complesso musivo, non dimenticarlo quando osserva, cerca di capire il significato, l'importanza di quelle drammatiche poche,tessere su cui sofferma la propria attenzione, la sudata, pervicace ricerca.
La vera ricerca importante è il ricercare, il più ampio, libero, non condizionato da preconcetti, con il semplice intento di migliorare la conoscenza del reale.
Diffondere al massimo le conclusioni concrete, non abbandonarle in ambiti elitari.
Dare maggiori slanci ad interessi sagaci, intuitivi, aprirsi verso orizzonti più ampi, più luminosi.
Non "viver come bruti" ma "seguire virtude e conoscenza", non favorendo discutibili impulsi spesso con conseguenze di devastazione del territorio e delle risorse, col risultato finale di portare alla perdita dei valori umani, della intrinseca ed inviolabile dignità dell'uomo e del prossimo, sia vivente che inanimato.
3) La massima conquista evolutiva di questo pianeta, l'umanità, ha la dote di un'intelligenza superiore a quella di qualsiasi altro vivente terrestre; la manifestazione, l'alta manifestazione di questa dote intellettiva dovrebbe consistere nel rendersi conto che siamo all'apice della piramide e questa piramide ha dei ripiani che ne formano l'entità; rendendo friabili i ripiani e la base, squilibrando il tutto in favore dell'apice, l'assetto geometrico si altera, si verificano crepe e si rischia il crollo.
L' azione fondamentale e concreta dell'intelligenza, suo banco di prova, dovrebbe consistere, almeno nell'attivo, naturale mantenimento del meraviglioso insieme terrestre, un equilibrio dinamico, misurato pilastro portante di pace e pacificazione, parte consapevole di un immenso tutto.
Si può considerare vera intelligenza, alta intelligenza, quella manifestata dalla razza umana che tollera e mantiene da millenni l'immenso squilibrio, al suo interno tra il troppo ed il troppo poco?
Che spende cifre colossali per dimostrare supremazia e forza con armamenti di morte invece di ridurre l'ingiustificabile squilibrio, la tutt'altro che intelligente disumanità crudele dello squilibrio???
venerdì 27 febbraio 2015
sabato 21 febbraio 2015
Scampoli di conoscenza
VIVAMUS...
Oh mia Lesbia, viviamo ed amiamoci. I soli possono morire e ritornare, per noi quando sarà finita la breve luce sarà una perpetua notte da dormire.
Gaudeamus igitur.
Accendiamo con i nostri baci scintillanti fuchi d'artificio, scambiamoci cento, mille baci, e poi altri cento, altri mille; quando ce ne saremmo scambiati a migliaia conturbabimus, mmammugghiamu tuttu, depistiamo, evitare le moralistiche rampogne degli invidiosi.
ABBAZIA DI POMPOSA
Sala parto per le sette note con la devota partecipazione di Guido Da Arezzo, attento ostetrico e la celeste assistenza di S. Giovanni
RIVOLUZIONE FRANCESE
Marie-Olympe de Gouges nel 1791 (quasi un miracolo) ha pubblicato "LA DICHIARAZIONE SUI DIRITTI DELLE DONNE E DELLE CITTADINE".
Questo probabilmente ha contribuito ad attirare su di se la paterna (!) attenzione di Robespierre, inducendolo a farle perdere la testa sulla ghigliottina.
Oh mia Lesbia, viviamo ed amiamoci. I soli possono morire e ritornare, per noi quando sarà finita la breve luce sarà una perpetua notte da dormire.
Gaudeamus igitur.
Accendiamo con i nostri baci scintillanti fuchi d'artificio, scambiamoci cento, mille baci, e poi altri cento, altri mille; quando ce ne saremmo scambiati a migliaia conturbabimus, mmammugghiamu tuttu, depistiamo, evitare le moralistiche rampogne degli invidiosi.
ABBAZIA DI POMPOSA
Sala parto per le sette note con la devota partecipazione di Guido Da Arezzo, attento ostetrico e la celeste assistenza di S. Giovanni
RIVOLUZIONE FRANCESE
Marie-Olympe de Gouges nel 1791 (quasi un miracolo) ha pubblicato "LA DICHIARAZIONE SUI DIRITTI DELLE DONNE E DELLE CITTADINE".
Questo probabilmente ha contribuito ad attirare su di se la paterna (!) attenzione di Robespierre, inducendolo a farle perdere la testa sulla ghigliottina.
martedì 17 febbraio 2015
Ecologia (parte III)
Le soluzioni precise e percorribili non sono attuabili perchè gravati da difetti "Genesici" e incurabili, crescete e moltiplicatevi.....signoreggiate sui pesci del mare i volatili del cielo e tutti gli animali.....
Piccolo sforzo di razionalità disdettare i detti comandamenti; sforzo immenso per teste che parlano di umiltà e non sanno cosa sia, che predicano amore e non sanno cosa sia, l'amore con cui enfatizzano discorsi è un amore limitato all'immenso essere umano, troppo superbo, non ancora sufficientemente intelligente per capire cose semplicemente naturali.
Troppo arroganti maestri non lo aiutano ad adeguare alla realtà quel poco di intelligenza cui è dotato.
Avviluppato inevitabilmente al sovraffollamento si pone il problema sociale; nemmeno alla lontana tentativi di una corretta impostazione.
E' vero oppure no che tutti gli uomini nascono uguali in dignità e diritti; se questa enunciazione è puramente ipocrita ed irrealizzabile è meglio non strombazzarla continuamente.
E con questo possiamo chiudere tutto.
Se invece fa parte dei nostri sogni, se la consideriamo un faro guida per un giusto progredire umano, la situazione cambia totalmente.
Il fatto cardine è che il nostro pianeta ha una grandezza, e risorse, che ben conosciamo ; la disponibilità di altre risorse sono auspicabili , ma già oggi con la presenza di soli sei miliardi di persone, una equa, bilanciata distribuzione delle risorse è irrealizzata e probabilmente irrealizzabile.
Le morti per fame invece di ridursi sono in aumento, secondo l'ONU le persone che soffrono la fame hanno raggiunto la quota di 1,02 miliardi per l'intero pianeta; mentre laviamo la nostra coscienza inviando qualche aiuto, qualche piccola elemosina.
Questo purtroppo è avvenuto nel passato e continuerà nel futuro, perchè le leggi e le magnifiche costituzioni subiscono l'influenza delle piccole ma potenti classi dirigenti , che impantanate nel cieco egoismo non si accorgono di lampanti realtà.
Le qualità intrinseche alle persone, la loro dignità come sempre, sarà legata al possesso più alto possibile dei beni materiali, alla ricchezza.
Per avere una visione più alta e concreta del quadro generale, bisogna tener conto di altri elementi prima non considerati.
Prescindendo dalle ineliminabili considerazioni cosmologiche e dell'impatto che dovrebbero avere sull'humus conoscitivo, dobbiamo porre attenzione ad una tangibile realtà, cioè che l 'umanità è solo una parte del pianeta, questa semplice osservazione ci impone di comportarci in un determinato modo.
l'umanità non può arrogarsi il diritto di fare e disfare a proprio piacimento.
Questa semplice osservazione deve indurre una forte ricadute sull'opera attuale, su tutte le situazioni ed i comportamenti di ogni essere umano, nessuno escluso.
L'uomo uno dei condomini del condominio terrestre, un detentore di quote condominiali da armonizzare intelligentemente, uno dei vasi comunicanti fisicamente obbligati all'equilibrio.
La vera intelligenza, la superiorità di spirito, per essere tale deve fare a meno di boria e superbia, segni zavorra, della stupidità che troppo spesso causa un drammatico disfacimento della ragione, ci fa sprofondare in oceani di disumanità di tragici squilibri.
Piccolo sforzo di razionalità disdettare i detti comandamenti; sforzo immenso per teste che parlano di umiltà e non sanno cosa sia, che predicano amore e non sanno cosa sia, l'amore con cui enfatizzano discorsi è un amore limitato all'immenso essere umano, troppo superbo, non ancora sufficientemente intelligente per capire cose semplicemente naturali.
Troppo arroganti maestri non lo aiutano ad adeguare alla realtà quel poco di intelligenza cui è dotato.
Avviluppato inevitabilmente al sovraffollamento si pone il problema sociale; nemmeno alla lontana tentativi di una corretta impostazione.
E' vero oppure no che tutti gli uomini nascono uguali in dignità e diritti; se questa enunciazione è puramente ipocrita ed irrealizzabile è meglio non strombazzarla continuamente.
E con questo possiamo chiudere tutto.
Se invece fa parte dei nostri sogni, se la consideriamo un faro guida per un giusto progredire umano, la situazione cambia totalmente.
Il fatto cardine è che il nostro pianeta ha una grandezza, e risorse, che ben conosciamo ; la disponibilità di altre risorse sono auspicabili , ma già oggi con la presenza di soli sei miliardi di persone, una equa, bilanciata distribuzione delle risorse è irrealizzata e probabilmente irrealizzabile.
Le morti per fame invece di ridursi sono in aumento, secondo l'ONU le persone che soffrono la fame hanno raggiunto la quota di 1,02 miliardi per l'intero pianeta; mentre laviamo la nostra coscienza inviando qualche aiuto, qualche piccola elemosina.
Questo purtroppo è avvenuto nel passato e continuerà nel futuro, perchè le leggi e le magnifiche costituzioni subiscono l'influenza delle piccole ma potenti classi dirigenti , che impantanate nel cieco egoismo non si accorgono di lampanti realtà.
Le qualità intrinseche alle persone, la loro dignità come sempre, sarà legata al possesso più alto possibile dei beni materiali, alla ricchezza.
Per avere una visione più alta e concreta del quadro generale, bisogna tener conto di altri elementi prima non considerati.
Prescindendo dalle ineliminabili considerazioni cosmologiche e dell'impatto che dovrebbero avere sull'humus conoscitivo, dobbiamo porre attenzione ad una tangibile realtà, cioè che l 'umanità è solo una parte del pianeta, questa semplice osservazione ci impone di comportarci in un determinato modo.
l'umanità non può arrogarsi il diritto di fare e disfare a proprio piacimento.
Questa semplice osservazione deve indurre una forte ricadute sull'opera attuale, su tutte le situazioni ed i comportamenti di ogni essere umano, nessuno escluso.
L'uomo uno dei condomini del condominio terrestre, un detentore di quote condominiali da armonizzare intelligentemente, uno dei vasi comunicanti fisicamente obbligati all'equilibrio.
La vera intelligenza, la superiorità di spirito, per essere tale deve fare a meno di boria e superbia, segni zavorra, della stupidità che troppo spesso causa un drammatico disfacimento della ragione, ci fa sprofondare in oceani di disumanità di tragici squilibri.
mercoledì 11 febbraio 2015
Ecologia (parte II )
Oggi siamo invasi materialmente da prodotti tecnologici di scarsa utilità.
Basta entrare in un negozio qualsiasi, per notare come una grande quantità di prodotti esposti, il comune visitatore non sa a cosa servono; i conoscitori invece vanno in visibilio per ogni minima novità o piccola miglioria che li spinge ad acquistare il modello più recente, questi sono inconvenienti da poco se non considerati nella totalità della tecnologia; purtroppo sono accaduti disastri molto preoccupanti e non possiamo escludere che il prevedibile incremento tecnologico ne determini altri gravissimi per il globo e l'economia.
Un oculato sviluppo tecnico e tecnologico può essere utile se non si superano certi limiti, se non si accettano passivamente gli interessi commerciali di grandi gruppi, lontani nella loro operatività da visioni un poco più ampie; una lungimiranza prevalentemente, o peggio esclusivamente economica.
Bisogna chiedersi quanto la tecnologia sciupi risorse preziose per l'altro tipo di avanzamento umano, sicuramente più importante.
Quanto nel complesso, la sottovalutata ragione ecologica, messa da parte dalle grandi industrie per aumentare guadagni immediati, aggraverà l'inserimento della vita umana nel complesso ambientale.
L'autentico avanzamento umano non può prescindere da un organico e dinamico livellamento delle possibilità vitali di ognuno di noi e delle società.
Non può esserci progresso in una situazione in cui agiscono troppi consumatori inquinatori, che anche se animati da buoni propositi e comportamenti, squilibrano i rapporti armonici di tutto l'insieme.
La maggior parte degli intellettuali e politici non riescono o non vogliono staccarsi da fossilizzate visioni non più accettabili; concetti e valori discutibili continuano ad essere seminati e coltivati nei comportamenti e nelle azioni dei più, valori che spesso bilanciano gli essenziali equilibri ecologistici ed etici.
Miliardi di IO singolarmente, con patrimoni di gioie e dolori, di conoscenza di affetti e tendenze, devono sentirsi obbligati a pretendere l'equilibrata acquisizione delle prerogative fondamentali; chiedere il necessario conseguimento della piena dignità dei singoli a coloro che hanno accettato la responsabilità di dedicare il proprio impegno alla attività pubblica.
Decisamente non accettabili le sollecitazioni addotte continuamente dalle considerazioni economiche e consumistiche per la necessaria crescita delle nazioni e per creare posti di lavoro con produzioni inutili e dannose .
Che significato dare al concetto, al termine progresso?
Non possiamo accettare, con l'intollerabile semplicismo che oggi coinvolge un copioso argomentare, una situazione decisamente diffusa.
Inaccettabile disparità sia etiche che di pratica vita quotidiana, contraddicono spietatamente vane parole ed irrealizzabili programmi.
Di fatto quello che oggi è un progresso disarmonico; un autentico progredire può ammettere picchi positivi e negativi in una dinamica ma poco ampi e limitati nel tempo.
Dice Eduardo Galeano " lo sviluppo è un viaggio con molti più naufraghi che naviganti".
Impossibile una crescita infinita su un pianeta finito.
Il biblico crescete e moltiplicatevi , pleonastico in quella mitologica ambientazione ha l'aggravante del successivo popolate la terra e assoggettatevela segno della stragrande superbia in cui l'uomo si ammantava sin dal principio.
Era ed è giustamente orgoglioso ma semplicemente ed umilmente primo tra pari; se perde la consapevolezza di una cosa così elementare, scade in pensieri e comportamenti deplorevoli.
Bisogna tenere sempre a mente che l'umanità è solo una parte del tutto.
Basta entrare in un negozio qualsiasi, per notare come una grande quantità di prodotti esposti, il comune visitatore non sa a cosa servono; i conoscitori invece vanno in visibilio per ogni minima novità o piccola miglioria che li spinge ad acquistare il modello più recente, questi sono inconvenienti da poco se non considerati nella totalità della tecnologia; purtroppo sono accaduti disastri molto preoccupanti e non possiamo escludere che il prevedibile incremento tecnologico ne determini altri gravissimi per il globo e l'economia.
Un oculato sviluppo tecnico e tecnologico può essere utile se non si superano certi limiti, se non si accettano passivamente gli interessi commerciali di grandi gruppi, lontani nella loro operatività da visioni un poco più ampie; una lungimiranza prevalentemente, o peggio esclusivamente economica.
Bisogna chiedersi quanto la tecnologia sciupi risorse preziose per l'altro tipo di avanzamento umano, sicuramente più importante.
Quanto nel complesso, la sottovalutata ragione ecologica, messa da parte dalle grandi industrie per aumentare guadagni immediati, aggraverà l'inserimento della vita umana nel complesso ambientale.
L'autentico avanzamento umano non può prescindere da un organico e dinamico livellamento delle possibilità vitali di ognuno di noi e delle società.
Non può esserci progresso in una situazione in cui agiscono troppi consumatori inquinatori, che anche se animati da buoni propositi e comportamenti, squilibrano i rapporti armonici di tutto l'insieme.
La maggior parte degli intellettuali e politici non riescono o non vogliono staccarsi da fossilizzate visioni non più accettabili; concetti e valori discutibili continuano ad essere seminati e coltivati nei comportamenti e nelle azioni dei più, valori che spesso bilanciano gli essenziali equilibri ecologistici ed etici.
Miliardi di IO singolarmente, con patrimoni di gioie e dolori, di conoscenza di affetti e tendenze, devono sentirsi obbligati a pretendere l'equilibrata acquisizione delle prerogative fondamentali; chiedere il necessario conseguimento della piena dignità dei singoli a coloro che hanno accettato la responsabilità di dedicare il proprio impegno alla attività pubblica.
Decisamente non accettabili le sollecitazioni addotte continuamente dalle considerazioni economiche e consumistiche per la necessaria crescita delle nazioni e per creare posti di lavoro con produzioni inutili e dannose .
Che significato dare al concetto, al termine progresso?
Non possiamo accettare, con l'intollerabile semplicismo che oggi coinvolge un copioso argomentare, una situazione decisamente diffusa.
Inaccettabile disparità sia etiche che di pratica vita quotidiana, contraddicono spietatamente vane parole ed irrealizzabili programmi.
Di fatto quello che oggi è un progresso disarmonico; un autentico progredire può ammettere picchi positivi e negativi in una dinamica ma poco ampi e limitati nel tempo.
Dice Eduardo Galeano " lo sviluppo è un viaggio con molti più naufraghi che naviganti".
Impossibile una crescita infinita su un pianeta finito.
Il biblico crescete e moltiplicatevi , pleonastico in quella mitologica ambientazione ha l'aggravante del successivo popolate la terra e assoggettatevela segno della stragrande superbia in cui l'uomo si ammantava sin dal principio.
Era ed è giustamente orgoglioso ma semplicemente ed umilmente primo tra pari; se perde la consapevolezza di una cosa così elementare, scade in pensieri e comportamenti deplorevoli.
Bisogna tenere sempre a mente che l'umanità è solo una parte del tutto.
sabato 31 gennaio 2015
Ecologia (parte I)
Nel mio scritto di saggistica "deep revolution" ho trattato con una certa larghezza il tema dell'ecologia, sento la necessità, data l'importanza che attribuisco a questo argomento, di riproporlo anche in questo blog
Ecologia
Mal compreso il concetto, la pratica percezione della ecologia; eppure la sua definizione è quella di semplice accessibilità da parte di chiunque, anche da chi è " povero di studi".
Il concetto di ecologia è legato, in maniera indissolubile, all'attivo equilibrio dei sistemi del nostro mondo fisico e biologico costantemente correlati, fondendo i giusti contrappesi alla continua variabilità degli assetti.
A questi attività operante nel corso di tempi lunghissimi, sempre autonoma,si è aggiunta l'attività disturbante dell'umanità tutta; incoraggia gli squilibri ed i consumi, aggravato dal sempre maggiore sfruttamento delle risorse, già limitate, del pianeta.
Ogni essere umano è un consumatore su un pianeta le cui capacità di mantenimento sono limitate, da un punto di vista etico bisogna condannare la tendenza ad incrementare la popolazione in maniera illimitata.
Nel 1972 il norvegese Arne Naess aveva proposto una "Piattaforma della ecologia profonda" con la quale intaccava il concetto di progresso e le idee-guida della civiltà industriale,che hanno portato all'attuale modo di vivere ed al dramma ecologico;nessuna specie vivente può beneficiare di particolari diritti per vivere e riprodursi più di qualsiasi altra.
Come già era stato detto non bisogna mai dimenticare che l'umanità è SOLTANTO una parte dei componenti del pianeta, e dovrebbe sentire l'obbligo (se è capace di usare quel poco di intelligenza che ha) di partecipare armoniosamente all'equilibrio generale.
Raramente diffusi dai grandi mezzi di comunicazione,pochi hanno sentito parlare di Ecologia Profonda.
Questa non può considerarsi una contrapposizione ma un necessario completamento dell'ecologia di superficie.
Questa è l'ecologia di cui tutti parlano,cioè il vigilare affinchè il progresso umano avvenga senza inquinamenti che superino determinate soglie ,senza modificare troppo l'ambiente ,mantenere pulito il paesaggio.
Per non superare le quote di inquinamento stabilite,installare filtri depuratori e quanto altro può servire a rendere "pulita" la natura ,e godere del magnifico nitore ed ornamento.
A tal proposito è necessario segnalare la perversa attività di molta pubblicità che spessissimo enfatizza doti che non hanno nulla a che vedere con l'ecologia poichè non esiste e non può esistere una macchina che sia veramente rispettosa dei canoni ecologici;correttezza vorrebbe che si parlasse soltanto del fatto che quel dato prodotto produce soltanto minor inquinamento rispetto ad altri.
Notevole importanza e grandi riconoscimenti bisogna attribuirli all'azione di Devall e Sessions e a Ted Mosquin che hanno cercato di puntualizzare questi seri problemi ecologici.
Importantissime anche il concetto di decrescita,quasi sempre vituperato,con cui La Touche sta cercando di controbattere l'alto valore di tanti insegnanti di ignoranza.
Un ecosistema non genera rifiuti e gli scarti di una specie, debitamente lavorati possono essere utili per un altra.
Pochi ne parlano, inascoltati.
Il sottofondo che ci trasciniamo dall'infanzia porta ad un desiderio di oggetti, ad una corsa continua verso un incremento continuo di beni materiali.
Siamo tutti convinti che la competizione sia la principale molla del progresso e la nostra specie è l'unica degna di considerazione etiche;è un cammino che genera molte perplessità ed offre possibilità di imprevedibili esiti.
Consiglio sempre valido è " informarsi e riflettere".
Il valore della scuola medica salernitana aveva una chiara base "observatio et ratio", c'è di mezzo il presente ed il futuro nostro, e delle prossime generazioni cui stiamo lasciando in eredità, una serie di problemi di sempre più difficile soluzione.
Notevole apprezzamento per l'importante impegno di Ted Mousquin ed il suo gruppo, che nel 2004 hanno redatto " il manifesto della terra" nel quale riprendono la tesi di NAESS.
Paolo Scroccaro parla di Ecosofia e dice che essa è " la mentalità di chi sa di dover chiudere il rubinetto della crescita del consumismo e dello spreco che è rimasto aperto per troppo tempo"
Osserva ancora che nel mondo devastato dalla tecnica potrà rifiorire una nuova ospitale dimora.
L'indiana Vandana Schiva si batte per la difesa della ecosostenibilità, della biodiversità e per i diritti delle popolazioni locali.
Con i derivati tecnologici la scienza si inserisce imperiosamente nelle attività umane; nel corso del tempo ha avuto la funzione di aggiungere conoscenze, sviluppare la cognizione di realtà, l'immediato frutto della scienza è la tecnologia che porta a vedere panorami inesplorati.
Esponenzialmente si crea un circolo virtuoso su quella strada che non ha fine.
In questi ultimi anni si è creato il mito della tecnologia, si deve specificare che non è qualcosa di innaturale, rimane nei limiti delle leggi naturali, e chimico-fisiche, e come ogni cosa naturale è soggetta ad imprevisti.
In questo periodo si insiste col rispetto ecologico, garantito da molti progressi tecnologici, ma non esistono prodotti totalemente ecologici.
Creato il mito ci stanno convincendo che la tecnologia possieda la soluzione a tutti i mali che da sempre hanno ostacolato il progresso dell'umanità; il costante sviluppo tecnologico risolverà tutte le difficoltà e l'uomo vivrà nel bene e nella fecilità.
Come già era stato detto non bisogna mai dimenticare che l'umanità è SOLTANTO una parte dei componenti del pianeta, e dovrebbe sentire l'obbligo (se è capace di usare quel poco di intelligenza che ha) di partecipare armoniosamente all'equilibrio generale.
Raramente diffusi dai grandi mezzi di comunicazione,pochi hanno sentito parlare di Ecologia Profonda.
Questa non può considerarsi una contrapposizione ma un necessario completamento dell'ecologia di superficie.
Questa è l'ecologia di cui tutti parlano,cioè il vigilare affinchè il progresso umano avvenga senza inquinamenti che superino determinate soglie ,senza modificare troppo l'ambiente ,mantenere pulito il paesaggio.
Per non superare le quote di inquinamento stabilite,installare filtri depuratori e quanto altro può servire a rendere "pulita" la natura ,e godere del magnifico nitore ed ornamento.
A tal proposito è necessario segnalare la perversa attività di molta pubblicità che spessissimo enfatizza doti che non hanno nulla a che vedere con l'ecologia poichè non esiste e non può esistere una macchina che sia veramente rispettosa dei canoni ecologici;correttezza vorrebbe che si parlasse soltanto del fatto che quel dato prodotto produce soltanto minor inquinamento rispetto ad altri.
Notevole importanza e grandi riconoscimenti bisogna attribuirli all'azione di Devall e Sessions e a Ted Mosquin che hanno cercato di puntualizzare questi seri problemi ecologici.
Importantissime anche il concetto di decrescita,quasi sempre vituperato,con cui La Touche sta cercando di controbattere l'alto valore di tanti insegnanti di ignoranza.
Un ecosistema non genera rifiuti e gli scarti di una specie, debitamente lavorati possono essere utili per un altra.
Pochi ne parlano, inascoltati.
Il sottofondo che ci trasciniamo dall'infanzia porta ad un desiderio di oggetti, ad una corsa continua verso un incremento continuo di beni materiali.
Siamo tutti convinti che la competizione sia la principale molla del progresso e la nostra specie è l'unica degna di considerazione etiche;è un cammino che genera molte perplessità ed offre possibilità di imprevedibili esiti.
Consiglio sempre valido è " informarsi e riflettere".
Il valore della scuola medica salernitana aveva una chiara base "observatio et ratio", c'è di mezzo il presente ed il futuro nostro, e delle prossime generazioni cui stiamo lasciando in eredità, una serie di problemi di sempre più difficile soluzione.
Notevole apprezzamento per l'importante impegno di Ted Mousquin ed il suo gruppo, che nel 2004 hanno redatto " il manifesto della terra" nel quale riprendono la tesi di NAESS.
Paolo Scroccaro parla di Ecosofia e dice che essa è " la mentalità di chi sa di dover chiudere il rubinetto della crescita del consumismo e dello spreco che è rimasto aperto per troppo tempo"
Osserva ancora che nel mondo devastato dalla tecnica potrà rifiorire una nuova ospitale dimora.
L'indiana Vandana Schiva si batte per la difesa della ecosostenibilità, della biodiversità e per i diritti delle popolazioni locali.
Con i derivati tecnologici la scienza si inserisce imperiosamente nelle attività umane; nel corso del tempo ha avuto la funzione di aggiungere conoscenze, sviluppare la cognizione di realtà, l'immediato frutto della scienza è la tecnologia che porta a vedere panorami inesplorati.
Esponenzialmente si crea un circolo virtuoso su quella strada che non ha fine.
In questi ultimi anni si è creato il mito della tecnologia, si deve specificare che non è qualcosa di innaturale, rimane nei limiti delle leggi naturali, e chimico-fisiche, e come ogni cosa naturale è soggetta ad imprevisti.
In questo periodo si insiste col rispetto ecologico, garantito da molti progressi tecnologici, ma non esistono prodotti totalemente ecologici.
Creato il mito ci stanno convincendo che la tecnologia possieda la soluzione a tutti i mali che da sempre hanno ostacolato il progresso dell'umanità; il costante sviluppo tecnologico risolverà tutte le difficoltà e l'uomo vivrà nel bene e nella fecilità.
mercoledì 21 gennaio 2015
Esegesi elementari
Tutto quello che viene esposto dibattuto e diventa operativo, il complesso delle quotidianeità, può essere considerato effetto finale, di cause lontane sopratutto nel tempo, e che nessuno ha interesse ad esporle ed eventualmente criticarle.
Tenterò di considerare questi effetti finali, spesso deleteri ed inaccettabili, cercando di collegarli alle cause inespresse o subdolamente taciute.
Come prima evidenza voglio ribadire ciò che ho detto abbastanza spesso riguardo la superbia umana, in rapporto alla limitata intelligenza, enfatizzata intelligenza per di più mal usata.
Dobbiamo considerare che ogni essere umano e tutto il totale planetario, è da considerare sconsolatamente e deprimente insignificante.
D'altro canto è insignificante tutta l'umanamente immensa galassia di cui siamo parte.
Fatte queste, per me, elementari considerazioni, accettabili senza particolari difficoltà da tutti , passo a considerare i singoli esseri umani.
Ho già scritto che ognuno di noi può considerarsi saturo di dignità e di valore e di conseguenza nessuno può vantare di avere più dignità e più valore di quanta ne abbia io, e contemporaneamente io non ho più dignità e valore di alcuno.
Quello che caratterizza ognuno di noi può essere la presenza nella personalità e nell'intelligenza dei cosi detti talenti che rendono ognuno di noi uguale ma dissimile nella mentalità e nei comportamenti pratici.
E' stato già detto dei diritti esistenziali, quei diritti che non possono essere normati da regolamenti e leggi sempre discutibili e variabili, nelle diverse compagini societarie.
I diritti esistenziali sono quei diritti che nascono col soggetto umano, lo seguono, lo accompagnano durante il corso di tutta la vita e si estinguono con la morte.
L'argomento dei diritti esistenziali è già stato trattato precedentemente con una certa larghezza e mi limito soltanto ad enunciarli.
Sono cioè il diritto a non soffrire fame e sete, avere acqua sufficiente per i bisogni quotidiani, il diritto ad una casa, il diritto al rispetto della personale dignità, il diritto a svolgere in termini corretti la personale sessualità, cioè tutto quello che è stato già trattato nel post dei diritti esistenziali.
Altro argomento di notevolissima importanza, è l'aumento sconsideratamente superbo della quantità degli esseri umani, che obiettivamente sono da considerare soltanto una parte del complesso terrestre, quindi ricadenti nel totale equilibrio ecologico del pianeta.
Considerando gli intollerabili squilibri nelle compagini societarie, tra chi ha disumanamente troppo e chi troppo poco.
Questo solo fatto sarebbe sufficiente a considerare incivili ed anti-democratiche tutte le varie nazionalità in cui è suddivisa la razza animale umana.
Altra considerazione di enorme importanza anche pratica è che non c'è alcuna possibilità di conoscenza dell'eterno, data l'incommensurabile distanza tra creatura e creatore, anche se viene messo in atto un banale tentativo di ridurla grazie ad esseri discutibili come angeli e demoni o esseri umani che azzardano descrizioni dell'eterno e della sua essenza, teologicamente e razionalmente impossibili.
Per tanto TUTTE le religioni non hanno niente a che vedere con l'eterno;sono espressioni della superbia geocentrica che ha imperato per millenni e che nei fatti e nel concreto tarda ad essere eliminata.
Il notevole impegno di numerosi scienziati sta aprendo nuove conoscenze grazie sopratutto alla messa in opera di una tecnologia sempre più sofistica, pur nelle necessarie critiche che possono essere attribuite ad eccessi tecnologici.
La rivoluzione copernicana è la base di un altra altrettanto rivoluzionaria conoscenza delle ultime acquisizioni scientifiche, messe in opera dalla teoria della relatività generale di EINSTEIN e l'incursione dei suoi successori valutata dalle inoppugnabili equazioni e leggi matematiche, nelle cognizioni quantistiche con le relative ed interdipendenti relazioni.
Questi nuovi paradigmi aprono scenari inimmaginabili soltanto pochi decenni fa, e suscettibili di ulteriori rivoluzionarie acquisizioni, che promettono una ulteriore e più correlata rivoluzione.
Pertanto non possiamo più esimerci dal conoscere le ultime acquisizioni derivate dalla teoria relativistica.
Questa ci ha dimostrato che tutto quel che concerne il nostro mondo e l'universo intero fa parte di un relativismo che permea tutto l'universo in contrapposizione ad un assoluto di difficile catalogazione e separata nettamente dal relativismo valorizzato dalle più recenti acquisizioni.
Vi è pertanto la necessità di sganciarsi e criticare determinatamente,quello che viene trasmesso da tutti i mezzi di informazione di massa, guidati senza possibilità di sganciamento dal potere più gretto abbarbicato ai più biechi e disumani e discutibili interessi venali.
Purtroppo i mezzi di comunicazione di massa sono diretti ad un pubblico reso volutamente ignorante, da quei pochi che detengono numerosissime risorse, e possibilità di influire su un'umanità considerata massa amorfa .
Questi interessi venali sono subdolamente validati da un contorno che tenta di dimostrare altissime competenze sia generiche che specificatamente artistiche.
Tutto un culturame che non fa altro che diffondere nel grosso pubblico le sublimi capacità di quei pochi che detengono intollerabilmente la maggior parte delle risorse che dovrebbero essere patrimonio comune di tutti.
Questa situazione meriterebbe di essere valutata ampiamente da quei pochi che hanno una percezione sufficientemente accettabile.
Queste conoscenze fondamentali ed ineludibili circolano, ahimè, in una elite limitata e che non ha contatti con la maggior parte delle persone, che volutamente vengono sollecitate ad interessarsi a problematiche, spesso da cronaca nera, e di scarsissimi interessi un po più lontani dalla fanghiglia quotidiana.
Tenterò di considerare questi effetti finali, spesso deleteri ed inaccettabili, cercando di collegarli alle cause inespresse o subdolamente taciute.
Come prima evidenza voglio ribadire ciò che ho detto abbastanza spesso riguardo la superbia umana, in rapporto alla limitata intelligenza, enfatizzata intelligenza per di più mal usata.
Dobbiamo considerare che ogni essere umano e tutto il totale planetario, è da considerare sconsolatamente e deprimente insignificante.
D'altro canto è insignificante tutta l'umanamente immensa galassia di cui siamo parte.
Fatte queste, per me, elementari considerazioni, accettabili senza particolari difficoltà da tutti , passo a considerare i singoli esseri umani.
Ho già scritto che ognuno di noi può considerarsi saturo di dignità e di valore e di conseguenza nessuno può vantare di avere più dignità e più valore di quanta ne abbia io, e contemporaneamente io non ho più dignità e valore di alcuno.
Quello che caratterizza ognuno di noi può essere la presenza nella personalità e nell'intelligenza dei cosi detti talenti che rendono ognuno di noi uguale ma dissimile nella mentalità e nei comportamenti pratici.
E' stato già detto dei diritti esistenziali, quei diritti che non possono essere normati da regolamenti e leggi sempre discutibili e variabili, nelle diverse compagini societarie.
I diritti esistenziali sono quei diritti che nascono col soggetto umano, lo seguono, lo accompagnano durante il corso di tutta la vita e si estinguono con la morte.
L'argomento dei diritti esistenziali è già stato trattato precedentemente con una certa larghezza e mi limito soltanto ad enunciarli.
Sono cioè il diritto a non soffrire fame e sete, avere acqua sufficiente per i bisogni quotidiani, il diritto ad una casa, il diritto al rispetto della personale dignità, il diritto a svolgere in termini corretti la personale sessualità, cioè tutto quello che è stato già trattato nel post dei diritti esistenziali.
Altro argomento di notevolissima importanza, è l'aumento sconsideratamente superbo della quantità degli esseri umani, che obiettivamente sono da considerare soltanto una parte del complesso terrestre, quindi ricadenti nel totale equilibrio ecologico del pianeta.
Considerando gli intollerabili squilibri nelle compagini societarie, tra chi ha disumanamente troppo e chi troppo poco.
Questo solo fatto sarebbe sufficiente a considerare incivili ed anti-democratiche tutte le varie nazionalità in cui è suddivisa la razza animale umana.
Altra considerazione di enorme importanza anche pratica è che non c'è alcuna possibilità di conoscenza dell'eterno, data l'incommensurabile distanza tra creatura e creatore, anche se viene messo in atto un banale tentativo di ridurla grazie ad esseri discutibili come angeli e demoni o esseri umani che azzardano descrizioni dell'eterno e della sua essenza, teologicamente e razionalmente impossibili.
Per tanto TUTTE le religioni non hanno niente a che vedere con l'eterno;sono espressioni della superbia geocentrica che ha imperato per millenni e che nei fatti e nel concreto tarda ad essere eliminata.
Il notevole impegno di numerosi scienziati sta aprendo nuove conoscenze grazie sopratutto alla messa in opera di una tecnologia sempre più sofistica, pur nelle necessarie critiche che possono essere attribuite ad eccessi tecnologici.
La rivoluzione copernicana è la base di un altra altrettanto rivoluzionaria conoscenza delle ultime acquisizioni scientifiche, messe in opera dalla teoria della relatività generale di EINSTEIN e l'incursione dei suoi successori valutata dalle inoppugnabili equazioni e leggi matematiche, nelle cognizioni quantistiche con le relative ed interdipendenti relazioni.
Questi nuovi paradigmi aprono scenari inimmaginabili soltanto pochi decenni fa, e suscettibili di ulteriori rivoluzionarie acquisizioni, che promettono una ulteriore e più correlata rivoluzione.
Pertanto non possiamo più esimerci dal conoscere le ultime acquisizioni derivate dalla teoria relativistica.
Questa ci ha dimostrato che tutto quel che concerne il nostro mondo e l'universo intero fa parte di un relativismo che permea tutto l'universo in contrapposizione ad un assoluto di difficile catalogazione e separata nettamente dal relativismo valorizzato dalle più recenti acquisizioni.
Vi è pertanto la necessità di sganciarsi e criticare determinatamente,quello che viene trasmesso da tutti i mezzi di informazione di massa, guidati senza possibilità di sganciamento dal potere più gretto abbarbicato ai più biechi e disumani e discutibili interessi venali.
Purtroppo i mezzi di comunicazione di massa sono diretti ad un pubblico reso volutamente ignorante, da quei pochi che detengono numerosissime risorse, e possibilità di influire su un'umanità considerata massa amorfa .
Questi interessi venali sono subdolamente validati da un contorno che tenta di dimostrare altissime competenze sia generiche che specificatamente artistiche.
Tutto un culturame che non fa altro che diffondere nel grosso pubblico le sublimi capacità di quei pochi che detengono intollerabilmente la maggior parte delle risorse che dovrebbero essere patrimonio comune di tutti.
Questa situazione meriterebbe di essere valutata ampiamente da quei pochi che hanno una percezione sufficientemente accettabile.
Queste conoscenze fondamentali ed ineludibili circolano, ahimè, in una elite limitata e che non ha contatti con la maggior parte delle persone, che volutamente vengono sollecitate ad interessarsi a problematiche, spesso da cronaca nera, e di scarsissimi interessi un po più lontani dalla fanghiglia quotidiana.
venerdì 16 gennaio 2015
giovedì 27 novembre 2014
Naturali riflessioni fondamentali
La limitata e mal usata intelligenza umana pullula di commentatori, esegeti, ed interpreti di una serie di realtà di cui disconoscono le profonde radici; queste manifestazioni di netta superbia e conseguente ignoranza ed errata valutazione di fenomeni molto semplici, quasi artatamente complicati e mal comprensibili genera una ulteriore sconnessione tra semplici fatti naturali ed arroganti argomentazioni.
Quanto detto è ulteriormente aggravato dall'azione grettamente esercitata da chi ha grande potere economico.
In definitiva poche migliaia di persone in tutto il mondo, accompagnate da un certo numero di collaboratori determinano la intollerabile sequela di fatti negativi che coinvolge la restante enorme maggioranza del genere umano.
La continua estesa serie di avvenimenti quotidiani che si verificano in questo maltrattato pianeta hanno origini lontane ma ben comprensibili, anche ad una modesta riflessione.
E' evidente che se le condizioni sia razionali che strettamente pragmatiche circolano non sufficientemente controllate dal senso critico determinano condizioni di drastica inaccettabilità.
Per tanto, la maggior parte di tutto quello che viene diffuso da tutti i mezzi di comunicazione, da quelli più vetusti a quelli più tecnicamente progrediti è di difficilissima accettabilità, perchè chi li diffonde ha interessi precisi da difendere grettamente.
L'enorme quantità di informazioni che tutti riceviamo dalla mattina alla sera, durante tutto il corso della nostra vita vigile è da criticare aspramente perchè non tengono mai presente le cause essenziali che li determinano e che vengono volutamente ignorate da quello che precedentemente ho definito gretto potere.
E' necessario che mi ripeta su quelle che io considero le priorità assolute e le condizioni primigenie che regolano tutti i rapporti umani visti dall'angolo visuale delle necessità naturali di tutto il pianeta ed in particolare dall'enorme quantità di esseri umani, di per se inquinanti, sia l'umanità stessa che il pianeta in toto.
E' necessario ricordare che l'umanità è soltanto una parte di tutti i componenti planetari, e sommessamente direi, la peggior parte di tutto quello che esiste su questo pianeta .
E' da miopi esporre idee, convinzione e pratici suggerimenti da parte dei tanti considerati esperti di parti limitate delle conoscenze generali.
Mi dispiace dirlo ma considero questi magnificati esperti un vero danno per il progresso dell'umanità.
Per progresso non intendo quello tecnico e tecnologico, che per quanto importanti sono da subordinare all'equilibrato progresso della società umana e all'interconnessione positiva delle varie nazionalità.
E' disumano, per i governanti delle nazioni più progredite economicamente affermare la propria superiorità economica e la continua spinta al progredire di quella medesima nazione, non tenendo conto che tutto il resto dell'umanità DEVE essere considerata degna della comune grande dignità che coinvolge in un unicum ogni singola persona nella totalità dell'umanità.
Quanto detto voglio considerarlo soltanto una prefazione ad una notevole messe di argomenti uno più importante dell'altro abitualmente sottaciuti per meschini interessi particolaristici.
Pertanto rimando a riflessioni che ho già esposto per buona parte di quelle argomentazioni che non trovano spazio per essere portati a conoscenza di un vasto pubblico che meriterebbe una maggiore considerazione da parte di tutti i cosi detti reggitori delle democrazie, i quali si dovrebbero convincere che sono soltanto degli operatori al servizio dell'intera comunità che rappresentano, se mancano di questo elementare senso di umiltà possono benissimo andare a casa a curare i loro interessi, e lasciare a più degni questo compito gravissimo di estrema importanza in ogni democrazia.
Una riflessione importantissima che ci dovrebbe coinvolgere tutti sarebbe da fare sulla notevolissima copertura mediatica riguardo la libertà, questo concetto bellissimo ed immenso è decantato ed enfatizzato da tutti coloro che credono di essere i reggitori del mondo, catalogato e condensato nelle dichiarazioni universali dei diritti dell'uomo, e nelle parti introduttive delle varie costituzioni.
Questa libertà decantata subisce notevoli amputazioni, sia nelle cosi dette democrazie, che nelle dittature più o meno disumane.
Esiste però una libertà molto più profonda, più intima, più personale, legata senza ombra di dubbio alla libertà di pensiero, dono immenso che coinvolge l'intera umanità.
Questa libertà, connaturata ai diritti esistenziali del naturale dono del libero pensare, che non può essere ridotto, conculcato, svilito da chi che sia, sia un semplice essere umano, che un potentissimo o arrogante potente.
Pertanto anche nelle condizioni più critiche in cui può trovarsi un essere umano, come una prigione, torture e diffamazione non può essere minimamente intaccata, così come sono connaturati tutti i diritti esistenziali, che si acquisiscono alla nascita, durano tutta la vita, e scompaiono con la morte della persona.
Accanto a queste ignominie si accostano coloro che del libero pensare, non hanno mai apprezzato il valore e la bellezza, la sua sensibilità e l' intelligenza, per conformismo si adattano a subire imposizioni scellerate e situazioni obbrobriose.
Come già detto, quanto fin ora è stato esposto possiamo considerarlo una prefazione ad una concreta ricerca delle cause primigenie che determinano la quasi infinita serie di effetti perversi.
Questi effetti che incidono sulla quotidianeità e sulla generalità delle conoscenze più controllate e varie influiscono perversamente sulla qualità della vita del singolo e dell'intera umanità.
Scrive Carlo Rovelli : "Per natura amiamo e siamo onesti. E per natura vogliamo sapere di più. E continuiamo ad imparare. La nostra conoscenza del mondo continua a crescere. Ci sono frontiere, dove stiamo imparando, e brucia il nostro desiderio di sapere. Sono nelle profondità più minute del tessuto dello spazio, nelle origini del cosmo,nella natura del tempo,nel fato dei buchi neri, e nel funzionamento del nostro stesso pensiero. Qui sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l'oceano di quanto non sappiamo brillano i misteri del mondo, la bellezza del mondo e ci lascia senza fiato:"
Decisamente consapevole che buona parte delle riflessioni espresse nel blog possono essere classificate come utopie , sono altrettanto consapevole che queste utopie sono frammenti di realtà concretamente possibili in un futuro purtroppo non molto vicino, frammenti di realtà che navigano in un oceano di superbia ed ignoranza, sostenute da pochi poteri gretti e disumani che non sono capaci di distinguere i veri autentici valori umani ed ambientali da valori fasulli, questi si gravemente utopici
Hic et nunc concreta sintesi della relatività. Semper et ubique superba manifestazione di ignoranza e di assurda irrazionalità
Quanto detto è ulteriormente aggravato dall'azione grettamente esercitata da chi ha grande potere economico.
In definitiva poche migliaia di persone in tutto il mondo, accompagnate da un certo numero di collaboratori determinano la intollerabile sequela di fatti negativi che coinvolge la restante enorme maggioranza del genere umano.
La continua estesa serie di avvenimenti quotidiani che si verificano in questo maltrattato pianeta hanno origini lontane ma ben comprensibili, anche ad una modesta riflessione.
E' evidente che se le condizioni sia razionali che strettamente pragmatiche circolano non sufficientemente controllate dal senso critico determinano condizioni di drastica inaccettabilità.
Per tanto, la maggior parte di tutto quello che viene diffuso da tutti i mezzi di comunicazione, da quelli più vetusti a quelli più tecnicamente progrediti è di difficilissima accettabilità, perchè chi li diffonde ha interessi precisi da difendere grettamente.
L'enorme quantità di informazioni che tutti riceviamo dalla mattina alla sera, durante tutto il corso della nostra vita vigile è da criticare aspramente perchè non tengono mai presente le cause essenziali che li determinano e che vengono volutamente ignorate da quello che precedentemente ho definito gretto potere.
E' necessario che mi ripeta su quelle che io considero le priorità assolute e le condizioni primigenie che regolano tutti i rapporti umani visti dall'angolo visuale delle necessità naturali di tutto il pianeta ed in particolare dall'enorme quantità di esseri umani, di per se inquinanti, sia l'umanità stessa che il pianeta in toto.
E' necessario ricordare che l'umanità è soltanto una parte di tutti i componenti planetari, e sommessamente direi, la peggior parte di tutto quello che esiste su questo pianeta .
E' da miopi esporre idee, convinzione e pratici suggerimenti da parte dei tanti considerati esperti di parti limitate delle conoscenze generali.
Mi dispiace dirlo ma considero questi magnificati esperti un vero danno per il progresso dell'umanità.
Per progresso non intendo quello tecnico e tecnologico, che per quanto importanti sono da subordinare all'equilibrato progresso della società umana e all'interconnessione positiva delle varie nazionalità.
E' disumano, per i governanti delle nazioni più progredite economicamente affermare la propria superiorità economica e la continua spinta al progredire di quella medesima nazione, non tenendo conto che tutto il resto dell'umanità DEVE essere considerata degna della comune grande dignità che coinvolge in un unicum ogni singola persona nella totalità dell'umanità.
Quanto detto voglio considerarlo soltanto una prefazione ad una notevole messe di argomenti uno più importante dell'altro abitualmente sottaciuti per meschini interessi particolaristici.
Pertanto rimando a riflessioni che ho già esposto per buona parte di quelle argomentazioni che non trovano spazio per essere portati a conoscenza di un vasto pubblico che meriterebbe una maggiore considerazione da parte di tutti i cosi detti reggitori delle democrazie, i quali si dovrebbero convincere che sono soltanto degli operatori al servizio dell'intera comunità che rappresentano, se mancano di questo elementare senso di umiltà possono benissimo andare a casa a curare i loro interessi, e lasciare a più degni questo compito gravissimo di estrema importanza in ogni democrazia.
Una riflessione importantissima che ci dovrebbe coinvolgere tutti sarebbe da fare sulla notevolissima copertura mediatica riguardo la libertà, questo concetto bellissimo ed immenso è decantato ed enfatizzato da tutti coloro che credono di essere i reggitori del mondo, catalogato e condensato nelle dichiarazioni universali dei diritti dell'uomo, e nelle parti introduttive delle varie costituzioni.
Questa libertà decantata subisce notevoli amputazioni, sia nelle cosi dette democrazie, che nelle dittature più o meno disumane.
Esiste però una libertà molto più profonda, più intima, più personale, legata senza ombra di dubbio alla libertà di pensiero, dono immenso che coinvolge l'intera umanità.
Questa libertà, connaturata ai diritti esistenziali del naturale dono del libero pensare, che non può essere ridotto, conculcato, svilito da chi che sia, sia un semplice essere umano, che un potentissimo o arrogante potente.
Pertanto anche nelle condizioni più critiche in cui può trovarsi un essere umano, come una prigione, torture e diffamazione non può essere minimamente intaccata, così come sono connaturati tutti i diritti esistenziali, che si acquisiscono alla nascita, durano tutta la vita, e scompaiono con la morte della persona.
Accanto a queste ignominie si accostano coloro che del libero pensare, non hanno mai apprezzato il valore e la bellezza, la sua sensibilità e l' intelligenza, per conformismo si adattano a subire imposizioni scellerate e situazioni obbrobriose.
Come già detto, quanto fin ora è stato esposto possiamo considerarlo una prefazione ad una concreta ricerca delle cause primigenie che determinano la quasi infinita serie di effetti perversi.
Questi effetti che incidono sulla quotidianeità e sulla generalità delle conoscenze più controllate e varie influiscono perversamente sulla qualità della vita del singolo e dell'intera umanità.
Scrive Carlo Rovelli : "Per natura amiamo e siamo onesti. E per natura vogliamo sapere di più. E continuiamo ad imparare. La nostra conoscenza del mondo continua a crescere. Ci sono frontiere, dove stiamo imparando, e brucia il nostro desiderio di sapere. Sono nelle profondità più minute del tessuto dello spazio, nelle origini del cosmo,nella natura del tempo,nel fato dei buchi neri, e nel funzionamento del nostro stesso pensiero. Qui sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l'oceano di quanto non sappiamo brillano i misteri del mondo, la bellezza del mondo e ci lascia senza fiato:"
Decisamente consapevole che buona parte delle riflessioni espresse nel blog possono essere classificate come utopie , sono altrettanto consapevole che queste utopie sono frammenti di realtà concretamente possibili in un futuro purtroppo non molto vicino, frammenti di realtà che navigano in un oceano di superbia ed ignoranza, sostenute da pochi poteri gretti e disumani che non sono capaci di distinguere i veri autentici valori umani ed ambientali da valori fasulli, questi si gravemente utopici
Hic et nunc concreta sintesi della relatività. Semper et ubique superba manifestazione di ignoranza e di assurda irrazionalità
venerdì 21 novembre 2014
Absit iniuria verbis
Spesso in molti post pubblicati ho espresso critiche anche drastiche su idee, comportamenti, di vari personaggi.
Il divino dono del libero pensare mi ha sempre costretto a dire " pane al pane e vino al vino", secondo la mia limitata intelligenza e conoscenza.
A tal proposito voglio ricordare cosa ho scritto nel post "rifiorire di idealità" ovvero "NESSUNO HA PIU’ DIRITTI, MERITI, DIGNITA’ DI ME ed io non ho più diritti, meriti, dignità di alcuno".
Mi sento di ripetere quello che spesso in procedimenti giudiziari usano dire alcuni avvocati " absit iniuria verbis" cioè anche nelle critiche più drastiche posso dire che nelle mie parole è sempre assente l'ingiuria , pertanto se qualcuno possa essersi sentito offeso me ne scuso umilmente.
Con questo voglio anche dire che continuerò drasticamente ad usare il dono del libero pensare, perchè questa libertà è forse la qualità più caratterizzante l'intelligenza umana e non usarla per interessi molto discutibili e pavidità è riprovevole.
A tal proposito vorrei precisare che il comportamento drastico può essere ricondotto a quello che può succedere ad una madre che si accorge che il proprio figliolo ha intrapreso un cammino che desta gravi preoccupazioni, un'accorata dolenzia e continue apprensioni.
La pavidità spesso associata ad ambiguità è forse la cosa più umiliante che possa limitare il pensiero e relativi comportamenti per molte persone che spesso esprimono parole e concetti edulcorati ed infiorati ma ripetitivi e privi di autentico valore.
Il divino dono del libero pensare mi ha sempre costretto a dire " pane al pane e vino al vino", secondo la mia limitata intelligenza e conoscenza.
A tal proposito voglio ricordare cosa ho scritto nel post "rifiorire di idealità" ovvero "NESSUNO HA PIU’ DIRITTI, MERITI, DIGNITA’ DI ME ed io non ho più diritti, meriti, dignità di alcuno".
Mi sento di ripetere quello che spesso in procedimenti giudiziari usano dire alcuni avvocati " absit iniuria verbis" cioè anche nelle critiche più drastiche posso dire che nelle mie parole è sempre assente l'ingiuria , pertanto se qualcuno possa essersi sentito offeso me ne scuso umilmente.
Con questo voglio anche dire che continuerò drasticamente ad usare il dono del libero pensare, perchè questa libertà è forse la qualità più caratterizzante l'intelligenza umana e non usarla per interessi molto discutibili e pavidità è riprovevole.
A tal proposito vorrei precisare che il comportamento drastico può essere ricondotto a quello che può succedere ad una madre che si accorge che il proprio figliolo ha intrapreso un cammino che desta gravi preoccupazioni, un'accorata dolenzia e continue apprensioni.
La pavidità spesso associata ad ambiguità è forse la cosa più umiliante che possa limitare il pensiero e relativi comportamenti per molte persone che spesso esprimono parole e concetti edulcorati ed infiorati ma ripetitivi e privi di autentico valore.
lunedì 17 novembre 2014
Facciamo musica
Mi sembra necessario uscire un pò fuori dagli argomenti abitualmente trattati fin ora, ed entrare in un campo per me di notevole fascino e di grande impatto emotivo su un notevole numero di persone.
Mi sto riferendo alla musica.
Questa, a parer mio è la forma d'arte più impegnativa che per essere correttamente eseguita ha bisogno di impegno fortissimo, sia da parte dell'autore che da parte dell'esecutore.
Con questo non voglio trascurare tutte le altre forme d'arte che costituiscono il quadro intellettuale ed emotivo dell'essere umano.
Tutte le forme d'arte ad eccezione della musica hanno una caratteristica che le accomuna (perdonatemi) cioè la fossilizzazione dell'opera d'arte, che una volta ideata e esposta al giudizio altrui, resta ferma ed immutabile nella sua forma originaria.
Con questo non voglio ridurre la validità ideale ed emotiva di tutte le espressioni artistiche che non fanno parte del campo musicale. Rientrando nel campo della musica, io mi permetto di esprimere idee personali anche se largamente diffuse.
Voglio precisare che non faccio dell'espressione musicale "di tutta l'erba un fascio", non racchiudo in una sola categoria tutta la produzione musicale, ma cerco di valorizzare nel loro giusto impegno tutte le opere.
Come orientamento personale discutibilissimo metto in cima ai miei interessi la musica strumentale, accantonando con un certo rimpianto tutte le altre forme.
E' importante precisare che mi riferisco alla musica dal vivo che ha caratteristiche uniche ed irripetibili, cosa che non è possibile per quella riprodotta.
Altre forme vanno dalle manifestazioni migliori della cosi detta musica leggera ed attraversano la musica operistica e liederistica, dove sono presenti le parole che delimitano con grande precisione il quadro musicale e le idee che vuole esprimere l'autore; di conseguenza tutte queste composizioni hanno dei binari che l'autore traccia e da cui è difficile uscire.
Questa limitazione non avviene con la musica esclusivamente strumentale priva di qualsiasi indicazione vocale, che per sua natura ti orienta molto determinatamente.
Voglio dire che la musica strumentale è la forma più libera tra tutte le composizioni musicali, perchè sono soltanto le note nella loro caratteristica associativa che determinano idee, stati d'animo, sensazioni che sono esclusivamente tue pur se guidate con grande levità, quasi sussurrate umilmente dall'autore.
Penso che sia il caso di mettere in evidenza un fatto sostanziale e cioè che ogni opera sia in fase compositiva che esecutiva necessita di notevole tempo per essere adeguatamente espressa ed eseguita, cioè l'impegno dell'esecutore è notevolissimo perchè possa comprendere lo stato emotivo della composizione e dopo questa acquisizione riesprimerlo secondo la sensibilità dell'esecutore che è sempre variabile nel tempo.
Per essere pratici, bisogna mettere in chiaro che la medesima composizione può essere eseguita dallo stesso autore in maniera differente in tempi diversi.
Fermo restando il cardine compositivo.
Nella sterminata produzione musicale vitalizzata da Bach si può arrivare benissimo alla musica contemporanea.
Questa produzione illuminata da geni come MOZART, BACH, VIVALDI solo per fare alcuni nomi è viva ed operante per diversi secoli.
Bisogna aggiungere che esistono numerosissime produzioni musicali originate in ambiti diversi dalla, per noi comune, musica occidentale.
E' impossibile e forse anche sciocco tentare una classifica sull'importanza di tutti gli autori che hanno generato musica strumentale in questi ultimi 5 secoli, anche se, come ovvio, il valore e l'importanza di alcuni può essere superiore alla media generale.
Personalmente voglio azzardarmi in un giudizio anche se non ho mai frequentato un conservatorio o suonato in maniera decente un qualsiasi strumento.
Il mio gusto personale colloca al massimo della bellezza ed emotività un opera di Schubert la "Sinfonia in DO maggiore- detta la grande".
Bisogna dire che la maggior parte delle opere più complesse di Schubert non sono state mai eseguite quando lui era in vita perchè non avendo possibilità economiche personali, ne notorietà sufficiente, nel periodo in cui viveva, le opere che richiedevano la necessità di numerosi orchestrali non rientrava nelle possibilità di Schubert per accattivarsi la benevolenza delle organizzazioni musicali e dei migliori direttori di orchestra dell'epoca.
Questa sinfonia per me offre un coinvolgimento emotivo e coinvolgente, faccio mie le considerazioni di M.J.E. Brown quando scrive "A parte la magistrale tecnica compositiva , c'è vita in ogni singola fibra di questo lavoro, c'è un colorito che arriva alle sfumature più sottili, acutissima espressione del particolare e del tutto...".
Di eccezionale bellezza è il finale che col suo slancio ritmico, un susseguirsi di sensazioni che vanno dalla tenerezza più coinvolgente alla placidità di alcuni momenti esprimenti una gioia quasi infantile.
Mi sento incoraggiato ad esporre alcune impressioni e stati emotivi che avevano ispirato alcuni versi liberi e da me pubblicati nel 2005, nel contesto di un testo prevalentemente composto da versi che trattavano argomenti molto diversificati tra loro, sotto il titolo generale di " SOVVERTITOR di cuori e di costumi".
Da questo testo ripropongo dei versi che hanno per titolo "GRAZIE":
Aerea messaggera
la radio stamani
mi ha gratificato
d'inaspettato personale invito
per un ritorno in luoghi
da tempo trascurati,
per passeggiate in libertà
melodici vagabondaggi
colloqui senza parole
su boscosi sentieri
prati verdeggianti
per immergermi in sereno
scherzoso dono
per fare mia
in commosso raccoglimento
la vita che scorre
con ritmico slancio
fluire di emozioni
foga di sensazioni
in ogni fibra
ogni sottile sfumatura
della Grande;
grazie Franz.
Ripeto ancora grazie Schubert per questo dono di eccezionale bellezza che ci hai donato.
Cerchiamo di non dimenticare che la musica nelle sue forme più alte ha bisogno di studi e tecniche di notevole impegno che possono impegnare il musicista anche per lunghi anni; non è sufficiente la sola ispirazione o uno stato emotivo fortissimo.
E' necessario che vi sia una compartecipazione emotiva anche da parte del pubblico che ascolta.
Tutto deve fare parte della personalità del compositore, nella completezza della sua vita, della tecnica e della ispirazione emotiva.
Mi sto riferendo alla musica.
Questa, a parer mio è la forma d'arte più impegnativa che per essere correttamente eseguita ha bisogno di impegno fortissimo, sia da parte dell'autore che da parte dell'esecutore.
Con questo non voglio trascurare tutte le altre forme d'arte che costituiscono il quadro intellettuale ed emotivo dell'essere umano.
Tutte le forme d'arte ad eccezione della musica hanno una caratteristica che le accomuna (perdonatemi) cioè la fossilizzazione dell'opera d'arte, che una volta ideata e esposta al giudizio altrui, resta ferma ed immutabile nella sua forma originaria.
Con questo non voglio ridurre la validità ideale ed emotiva di tutte le espressioni artistiche che non fanno parte del campo musicale. Rientrando nel campo della musica, io mi permetto di esprimere idee personali anche se largamente diffuse.
Voglio precisare che non faccio dell'espressione musicale "di tutta l'erba un fascio", non racchiudo in una sola categoria tutta la produzione musicale, ma cerco di valorizzare nel loro giusto impegno tutte le opere.
Come orientamento personale discutibilissimo metto in cima ai miei interessi la musica strumentale, accantonando con un certo rimpianto tutte le altre forme.
E' importante precisare che mi riferisco alla musica dal vivo che ha caratteristiche uniche ed irripetibili, cosa che non è possibile per quella riprodotta.
Altre forme vanno dalle manifestazioni migliori della cosi detta musica leggera ed attraversano la musica operistica e liederistica, dove sono presenti le parole che delimitano con grande precisione il quadro musicale e le idee che vuole esprimere l'autore; di conseguenza tutte queste composizioni hanno dei binari che l'autore traccia e da cui è difficile uscire.
Questa limitazione non avviene con la musica esclusivamente strumentale priva di qualsiasi indicazione vocale, che per sua natura ti orienta molto determinatamente.
Voglio dire che la musica strumentale è la forma più libera tra tutte le composizioni musicali, perchè sono soltanto le note nella loro caratteristica associativa che determinano idee, stati d'animo, sensazioni che sono esclusivamente tue pur se guidate con grande levità, quasi sussurrate umilmente dall'autore.
Penso che sia il caso di mettere in evidenza un fatto sostanziale e cioè che ogni opera sia in fase compositiva che esecutiva necessita di notevole tempo per essere adeguatamente espressa ed eseguita, cioè l'impegno dell'esecutore è notevolissimo perchè possa comprendere lo stato emotivo della composizione e dopo questa acquisizione riesprimerlo secondo la sensibilità dell'esecutore che è sempre variabile nel tempo.
Per essere pratici, bisogna mettere in chiaro che la medesima composizione può essere eseguita dallo stesso autore in maniera differente in tempi diversi.
Fermo restando il cardine compositivo.
Nella sterminata produzione musicale vitalizzata da Bach si può arrivare benissimo alla musica contemporanea.
Questa produzione illuminata da geni come MOZART, BACH, VIVALDI solo per fare alcuni nomi è viva ed operante per diversi secoli.
Bisogna aggiungere che esistono numerosissime produzioni musicali originate in ambiti diversi dalla, per noi comune, musica occidentale.
E' impossibile e forse anche sciocco tentare una classifica sull'importanza di tutti gli autori che hanno generato musica strumentale in questi ultimi 5 secoli, anche se, come ovvio, il valore e l'importanza di alcuni può essere superiore alla media generale.
Personalmente voglio azzardarmi in un giudizio anche se non ho mai frequentato un conservatorio o suonato in maniera decente un qualsiasi strumento.
Il mio gusto personale colloca al massimo della bellezza ed emotività un opera di Schubert la "Sinfonia in DO maggiore- detta la grande".
Bisogna dire che la maggior parte delle opere più complesse di Schubert non sono state mai eseguite quando lui era in vita perchè non avendo possibilità economiche personali, ne notorietà sufficiente, nel periodo in cui viveva, le opere che richiedevano la necessità di numerosi orchestrali non rientrava nelle possibilità di Schubert per accattivarsi la benevolenza delle organizzazioni musicali e dei migliori direttori di orchestra dell'epoca.
Questa sinfonia per me offre un coinvolgimento emotivo e coinvolgente, faccio mie le considerazioni di M.J.E. Brown quando scrive "A parte la magistrale tecnica compositiva , c'è vita in ogni singola fibra di questo lavoro, c'è un colorito che arriva alle sfumature più sottili, acutissima espressione del particolare e del tutto...".
Di eccezionale bellezza è il finale che col suo slancio ritmico, un susseguirsi di sensazioni che vanno dalla tenerezza più coinvolgente alla placidità di alcuni momenti esprimenti una gioia quasi infantile.
Mi sento incoraggiato ad esporre alcune impressioni e stati emotivi che avevano ispirato alcuni versi liberi e da me pubblicati nel 2005, nel contesto di un testo prevalentemente composto da versi che trattavano argomenti molto diversificati tra loro, sotto il titolo generale di " SOVVERTITOR di cuori e di costumi".
Da questo testo ripropongo dei versi che hanno per titolo "GRAZIE":
Aerea messaggera
la radio stamani
mi ha gratificato
d'inaspettato personale invito
per un ritorno in luoghi
da tempo trascurati,
per passeggiate in libertà
melodici vagabondaggi
colloqui senza parole
su boscosi sentieri
prati verdeggianti
per immergermi in sereno
scherzoso dono
per fare mia
in commosso raccoglimento
la vita che scorre
con ritmico slancio
fluire di emozioni
foga di sensazioni
in ogni fibra
ogni sottile sfumatura
della Grande;
grazie Franz.
Ripeto ancora grazie Schubert per questo dono di eccezionale bellezza che ci hai donato.
Cerchiamo di non dimenticare che la musica nelle sue forme più alte ha bisogno di studi e tecniche di notevole impegno che possono impegnare il musicista anche per lunghi anni; non è sufficiente la sola ispirazione o uno stato emotivo fortissimo.
E' necessario che vi sia una compartecipazione emotiva anche da parte del pubblico che ascolta.
Tutto deve fare parte della personalità del compositore, nella completezza della sua vita, della tecnica e della ispirazione emotiva.
Iscriviti a:
Post (Atom)