ASSOLUTO RELATIVO
hic et nunc
proprio qui proprio ora
chiaro deciso
dato di fatto
umanamente specifico
relativamente assoluto.
Possibili altre
ideali effettività
assolutamente relative.
REALTA'
Da torme di realtà roditorie
attaccato rosicchiato
trascurato velato
dimenticato deriso
Ideale
compagno di Utopia
non vuole morire
testardo superbo
faro si considera.
Vuole convincerti che nessuno
su questo scoglio di galassia
è migliore di te
ricordare
tutti nascono liberi
uguali in dignità e diritti.
venerdì 6 marzo 2015
Religio (parte III )
La consapevolezza di essere una parte dell'universo può liberarci dall'angoscia della morte e dalla "condanna" ed essere obbligati, "liberamente obbligati" alle scelte?
Non possiamo nè potremo trovare risposte definitive alle domande esistenziali; le domande fondamentali saranno sempre quelle che ogni essere umano di volta in volta dovrà porsi per dare significato alla propria esistenza, per capire che, forse, il suo breve esistere non potrà avere spiegazione, motivazione al di fuori dell'appartenenza, coesistenza ad un universo atemporale, alla sua verosimile trascendenza.
" Più non vaga il mio cuore e la mia mente rimane immobile... quel Brahaman è dentro di te"; qualche verso tratto da Guru Granth, un canto di Ramananda, considerato una delle discese, incarnazioni di Visnù.
Da parte nostra possiamo tentare un intimo anelito, una personale, inesprimibile creazione; l'annullamento-esaltazione nella divina presenza, la profonda percezione di sfiorare la realtà dell'Assoluto.
Con i piedi ancorati al passato, anche se vacillante, miasmatico, osserviamo attenti il presente volgendo lo sguardo e la ragione ad un futuro rischiarato dal reale in progresso, all'incalcolabile ricchezza del reale che si espande dal piccolissimo all'immenso, vivifica, avvera i sogni, che con agile facilità supera, se non ci si limita a galleggiare inerti, tutte le libere, sfrenate, impavide, bizzarre, immaginifiche fantasticherie.
Non possiamo nè potremo trovare risposte definitive alle domande esistenziali; le domande fondamentali saranno sempre quelle che ogni essere umano di volta in volta dovrà porsi per dare significato alla propria esistenza, per capire che, forse, il suo breve esistere non potrà avere spiegazione, motivazione al di fuori dell'appartenenza, coesistenza ad un universo atemporale, alla sua verosimile trascendenza.
" Più non vaga il mio cuore e la mia mente rimane immobile... quel Brahaman è dentro di te"; qualche verso tratto da Guru Granth, un canto di Ramananda, considerato una delle discese, incarnazioni di Visnù.
Da parte nostra possiamo tentare un intimo anelito, una personale, inesprimibile creazione; l'annullamento-esaltazione nella divina presenza, la profonda percezione di sfiorare la realtà dell'Assoluto.
Con i piedi ancorati al passato, anche se vacillante, miasmatico, osserviamo attenti il presente volgendo lo sguardo e la ragione ad un futuro rischiarato dal reale in progresso, all'incalcolabile ricchezza del reale che si espande dal piccolissimo all'immenso, vivifica, avvera i sogni, che con agile facilità supera, se non ci si limita a galleggiare inerti, tutte le libere, sfrenate, impavide, bizzarre, immaginifiche fantasticherie.
martedì 3 marzo 2015
Religio (parte II)
Esponendo, disinvoltamente, una personale e criticabile riflessione potrei dire che con Hegel si chiudono i grandi sistemi speculativi che hanno illuminato il modo di pensare umano più alto.
Però, come qualcuno ha detto, Hegel ha fatto "camminare gli uomini sulla testa" altrettanto hanno fatto molti filosofi prima di lui.
Dopo sono nate filosofie " dell'esistenza" e filosofie "della prassi" che tentano di capire le situazioni e gli elementari bisogni esistenziali umani.
Già Kierkegaard aveva osservato come le "verità oggettive" hegeliane non avevano significato per la vita della Persona e che bisognava ricercare invece quelle verità importanti per il singolo.
A mio giudizio il pensiero della gran parte dei filosofi contemporanei non ha preso sufficiente consapevolezza del fatto che ogni essere umano è unico e vive la sua vita in maniera unica con tutte le relative responsabilità, un essere che cerca la verità, non quella assoluta, ma quella relativa ed importante per se stesso.
Non dimentichiamo che la base fondamentale che pervade e determina la vita sociale dell'intera umanità è la persona nella interezza di corpo e mente.
Questo protagonismo è indiscutibile, si insinua timidamente nei cuori e nella mente di coloro che tendono a guardare al di là dei ristretti limiti delle mentalità guidate dai potenti.
E' necessario, altamente giusto portare attenzione all'enorme "massa" di persone misconosciute, anonime, di seconda e terza categoria per non dimostrare disumanità, non deviare in abissi delinquenziali la troppo enfatizzata intelligenza, la terrestre, limitata intelligenza umana.
Tentiamo di inquadrare le precedenti affermazioni considerando che la storia umana o meglio ancora i tempi dell'evoluzione sono lenti, lunghissimi ed il loro scorrere non lineare con accelerazioni e rallentamenti possibili e frequenti nel fluire dei millenni.
Un' età dell'oro, un paradiso terrestre favole ed illusorie, vetuste aspirazioni; un paradiso perduto, solo un'opera letteraria, una magnifica fantasia.
Però, come qualcuno ha detto, Hegel ha fatto "camminare gli uomini sulla testa" altrettanto hanno fatto molti filosofi prima di lui.
Dopo sono nate filosofie " dell'esistenza" e filosofie "della prassi" che tentano di capire le situazioni e gli elementari bisogni esistenziali umani.
Già Kierkegaard aveva osservato come le "verità oggettive" hegeliane non avevano significato per la vita della Persona e che bisognava ricercare invece quelle verità importanti per il singolo.
A mio giudizio il pensiero della gran parte dei filosofi contemporanei non ha preso sufficiente consapevolezza del fatto che ogni essere umano è unico e vive la sua vita in maniera unica con tutte le relative responsabilità, un essere che cerca la verità, non quella assoluta, ma quella relativa ed importante per se stesso.
Non dimentichiamo che la base fondamentale che pervade e determina la vita sociale dell'intera umanità è la persona nella interezza di corpo e mente.
Questo protagonismo è indiscutibile, si insinua timidamente nei cuori e nella mente di coloro che tendono a guardare al di là dei ristretti limiti delle mentalità guidate dai potenti.
E' necessario, altamente giusto portare attenzione all'enorme "massa" di persone misconosciute, anonime, di seconda e terza categoria per non dimostrare disumanità, non deviare in abissi delinquenziali la troppo enfatizzata intelligenza, la terrestre, limitata intelligenza umana.
Tentiamo di inquadrare le precedenti affermazioni considerando che la storia umana o meglio ancora i tempi dell'evoluzione sono lenti, lunghissimi ed il loro scorrere non lineare con accelerazioni e rallentamenti possibili e frequenti nel fluire dei millenni.
Un' età dell'oro, un paradiso terrestre favole ed illusorie, vetuste aspirazioni; un paradiso perduto, solo un'opera letteraria, una magnifica fantasia.
venerdì 27 febbraio 2015
Religio (parte I)
Per tentare di costruire un mondo più equilibrato, attento al divenire del reale, il meno ingiusto possibile bisogna andare a scuola di realismo, fondare le proprie convinzioni più importanti su fatti concreti, anche se solo umanamente, terrestramente concreti.
1) Tenere presente, sempre, che la Terra è uno dei numerosissimi corpi cosmici dell'universo, non è, non è mai stata il centro universale; piccolo segno di umiltà che invita a riconsiderare la serie di riflessioni filosofiche, teologico-escatologiche; dalla profondità dell' universo alla profondità del personale universo in intima correlazione.
2) L'umanità è una parte della totalità terrestre tutti i componenti fisici, biologici, ne costituiscono l'attivo equilibrio.
Potremmo paragonare la realtà terrestre ad un grande mosaico; una corretta, rigorosa osservazione deve, anche se difficile, tenere presente il complesso musivo, non dimenticarlo quando osserva, cerca di capire il significato, l'importanza di quelle drammatiche poche,tessere su cui sofferma la propria attenzione, la sudata, pervicace ricerca.
La vera ricerca importante è il ricercare, il più ampio, libero, non condizionato da preconcetti, con il semplice intento di migliorare la conoscenza del reale.
Diffondere al massimo le conclusioni concrete, non abbandonarle in ambiti elitari.
Dare maggiori slanci ad interessi sagaci, intuitivi, aprirsi verso orizzonti più ampi, più luminosi.
Non "viver come bruti" ma "seguire virtude e conoscenza", non favorendo discutibili impulsi spesso con conseguenze di devastazione del territorio e delle risorse, col risultato finale di portare alla perdita dei valori umani, della intrinseca ed inviolabile dignità dell'uomo e del prossimo, sia vivente che inanimato.
3) La massima conquista evolutiva di questo pianeta, l'umanità, ha la dote di un'intelligenza superiore a quella di qualsiasi altro vivente terrestre; la manifestazione, l'alta manifestazione di questa dote intellettiva dovrebbe consistere nel rendersi conto che siamo all'apice della piramide e questa piramide ha dei ripiani che ne formano l'entità; rendendo friabili i ripiani e la base, squilibrando il tutto in favore dell'apice, l'assetto geometrico si altera, si verificano crepe e si rischia il crollo.
L' azione fondamentale e concreta dell'intelligenza, suo banco di prova, dovrebbe consistere, almeno nell'attivo, naturale mantenimento del meraviglioso insieme terrestre, un equilibrio dinamico, misurato pilastro portante di pace e pacificazione, parte consapevole di un immenso tutto.
Si può considerare vera intelligenza, alta intelligenza, quella manifestata dalla razza umana che tollera e mantiene da millenni l'immenso squilibrio, al suo interno tra il troppo ed il troppo poco?
Che spende cifre colossali per dimostrare supremazia e forza con armamenti di morte invece di ridurre l'ingiustificabile squilibrio, la tutt'altro che intelligente disumanità crudele dello squilibrio???
1) Tenere presente, sempre, che la Terra è uno dei numerosissimi corpi cosmici dell'universo, non è, non è mai stata il centro universale; piccolo segno di umiltà che invita a riconsiderare la serie di riflessioni filosofiche, teologico-escatologiche; dalla profondità dell' universo alla profondità del personale universo in intima correlazione.
2) L'umanità è una parte della totalità terrestre tutti i componenti fisici, biologici, ne costituiscono l'attivo equilibrio.
Potremmo paragonare la realtà terrestre ad un grande mosaico; una corretta, rigorosa osservazione deve, anche se difficile, tenere presente il complesso musivo, non dimenticarlo quando osserva, cerca di capire il significato, l'importanza di quelle drammatiche poche,tessere su cui sofferma la propria attenzione, la sudata, pervicace ricerca.
La vera ricerca importante è il ricercare, il più ampio, libero, non condizionato da preconcetti, con il semplice intento di migliorare la conoscenza del reale.
Diffondere al massimo le conclusioni concrete, non abbandonarle in ambiti elitari.
Dare maggiori slanci ad interessi sagaci, intuitivi, aprirsi verso orizzonti più ampi, più luminosi.
Non "viver come bruti" ma "seguire virtude e conoscenza", non favorendo discutibili impulsi spesso con conseguenze di devastazione del territorio e delle risorse, col risultato finale di portare alla perdita dei valori umani, della intrinseca ed inviolabile dignità dell'uomo e del prossimo, sia vivente che inanimato.
3) La massima conquista evolutiva di questo pianeta, l'umanità, ha la dote di un'intelligenza superiore a quella di qualsiasi altro vivente terrestre; la manifestazione, l'alta manifestazione di questa dote intellettiva dovrebbe consistere nel rendersi conto che siamo all'apice della piramide e questa piramide ha dei ripiani che ne formano l'entità; rendendo friabili i ripiani e la base, squilibrando il tutto in favore dell'apice, l'assetto geometrico si altera, si verificano crepe e si rischia il crollo.
L' azione fondamentale e concreta dell'intelligenza, suo banco di prova, dovrebbe consistere, almeno nell'attivo, naturale mantenimento del meraviglioso insieme terrestre, un equilibrio dinamico, misurato pilastro portante di pace e pacificazione, parte consapevole di un immenso tutto.
Si può considerare vera intelligenza, alta intelligenza, quella manifestata dalla razza umana che tollera e mantiene da millenni l'immenso squilibrio, al suo interno tra il troppo ed il troppo poco?
Che spende cifre colossali per dimostrare supremazia e forza con armamenti di morte invece di ridurre l'ingiustificabile squilibrio, la tutt'altro che intelligente disumanità crudele dello squilibrio???
sabato 21 febbraio 2015
Scampoli di conoscenza
VIVAMUS...
Oh mia Lesbia, viviamo ed amiamoci. I soli possono morire e ritornare, per noi quando sarà finita la breve luce sarà una perpetua notte da dormire.
Gaudeamus igitur.
Accendiamo con i nostri baci scintillanti fuchi d'artificio, scambiamoci cento, mille baci, e poi altri cento, altri mille; quando ce ne saremmo scambiati a migliaia conturbabimus, mmammugghiamu tuttu, depistiamo, evitare le moralistiche rampogne degli invidiosi.
ABBAZIA DI POMPOSA
Sala parto per le sette note con la devota partecipazione di Guido Da Arezzo, attento ostetrico e la celeste assistenza di S. Giovanni
RIVOLUZIONE FRANCESE
Marie-Olympe de Gouges nel 1791 (quasi un miracolo) ha pubblicato "LA DICHIARAZIONE SUI DIRITTI DELLE DONNE E DELLE CITTADINE".
Questo probabilmente ha contribuito ad attirare su di se la paterna (!) attenzione di Robespierre, inducendolo a farle perdere la testa sulla ghigliottina.
Oh mia Lesbia, viviamo ed amiamoci. I soli possono morire e ritornare, per noi quando sarà finita la breve luce sarà una perpetua notte da dormire.
Gaudeamus igitur.
Accendiamo con i nostri baci scintillanti fuchi d'artificio, scambiamoci cento, mille baci, e poi altri cento, altri mille; quando ce ne saremmo scambiati a migliaia conturbabimus, mmammugghiamu tuttu, depistiamo, evitare le moralistiche rampogne degli invidiosi.
ABBAZIA DI POMPOSA
Sala parto per le sette note con la devota partecipazione di Guido Da Arezzo, attento ostetrico e la celeste assistenza di S. Giovanni
RIVOLUZIONE FRANCESE
Marie-Olympe de Gouges nel 1791 (quasi un miracolo) ha pubblicato "LA DICHIARAZIONE SUI DIRITTI DELLE DONNE E DELLE CITTADINE".
Questo probabilmente ha contribuito ad attirare su di se la paterna (!) attenzione di Robespierre, inducendolo a farle perdere la testa sulla ghigliottina.
martedì 17 febbraio 2015
Ecologia (parte III)
Le soluzioni precise e percorribili non sono attuabili perchè gravati da difetti "Genesici" e incurabili, crescete e moltiplicatevi.....signoreggiate sui pesci del mare i volatili del cielo e tutti gli animali.....
Piccolo sforzo di razionalità disdettare i detti comandamenti; sforzo immenso per teste che parlano di umiltà e non sanno cosa sia, che predicano amore e non sanno cosa sia, l'amore con cui enfatizzano discorsi è un amore limitato all'immenso essere umano, troppo superbo, non ancora sufficientemente intelligente per capire cose semplicemente naturali.
Troppo arroganti maestri non lo aiutano ad adeguare alla realtà quel poco di intelligenza cui è dotato.
Avviluppato inevitabilmente al sovraffollamento si pone il problema sociale; nemmeno alla lontana tentativi di una corretta impostazione.
E' vero oppure no che tutti gli uomini nascono uguali in dignità e diritti; se questa enunciazione è puramente ipocrita ed irrealizzabile è meglio non strombazzarla continuamente.
E con questo possiamo chiudere tutto.
Se invece fa parte dei nostri sogni, se la consideriamo un faro guida per un giusto progredire umano, la situazione cambia totalmente.
Il fatto cardine è che il nostro pianeta ha una grandezza, e risorse, che ben conosciamo ; la disponibilità di altre risorse sono auspicabili , ma già oggi con la presenza di soli sei miliardi di persone, una equa, bilanciata distribuzione delle risorse è irrealizzata e probabilmente irrealizzabile.
Le morti per fame invece di ridursi sono in aumento, secondo l'ONU le persone che soffrono la fame hanno raggiunto la quota di 1,02 miliardi per l'intero pianeta; mentre laviamo la nostra coscienza inviando qualche aiuto, qualche piccola elemosina.
Questo purtroppo è avvenuto nel passato e continuerà nel futuro, perchè le leggi e le magnifiche costituzioni subiscono l'influenza delle piccole ma potenti classi dirigenti , che impantanate nel cieco egoismo non si accorgono di lampanti realtà.
Le qualità intrinseche alle persone, la loro dignità come sempre, sarà legata al possesso più alto possibile dei beni materiali, alla ricchezza.
Per avere una visione più alta e concreta del quadro generale, bisogna tener conto di altri elementi prima non considerati.
Prescindendo dalle ineliminabili considerazioni cosmologiche e dell'impatto che dovrebbero avere sull'humus conoscitivo, dobbiamo porre attenzione ad una tangibile realtà, cioè che l 'umanità è solo una parte del pianeta, questa semplice osservazione ci impone di comportarci in un determinato modo.
l'umanità non può arrogarsi il diritto di fare e disfare a proprio piacimento.
Questa semplice osservazione deve indurre una forte ricadute sull'opera attuale, su tutte le situazioni ed i comportamenti di ogni essere umano, nessuno escluso.
L'uomo uno dei condomini del condominio terrestre, un detentore di quote condominiali da armonizzare intelligentemente, uno dei vasi comunicanti fisicamente obbligati all'equilibrio.
La vera intelligenza, la superiorità di spirito, per essere tale deve fare a meno di boria e superbia, segni zavorra, della stupidità che troppo spesso causa un drammatico disfacimento della ragione, ci fa sprofondare in oceani di disumanità di tragici squilibri.
Piccolo sforzo di razionalità disdettare i detti comandamenti; sforzo immenso per teste che parlano di umiltà e non sanno cosa sia, che predicano amore e non sanno cosa sia, l'amore con cui enfatizzano discorsi è un amore limitato all'immenso essere umano, troppo superbo, non ancora sufficientemente intelligente per capire cose semplicemente naturali.
Troppo arroganti maestri non lo aiutano ad adeguare alla realtà quel poco di intelligenza cui è dotato.
Avviluppato inevitabilmente al sovraffollamento si pone il problema sociale; nemmeno alla lontana tentativi di una corretta impostazione.
E' vero oppure no che tutti gli uomini nascono uguali in dignità e diritti; se questa enunciazione è puramente ipocrita ed irrealizzabile è meglio non strombazzarla continuamente.
E con questo possiamo chiudere tutto.
Se invece fa parte dei nostri sogni, se la consideriamo un faro guida per un giusto progredire umano, la situazione cambia totalmente.
Il fatto cardine è che il nostro pianeta ha una grandezza, e risorse, che ben conosciamo ; la disponibilità di altre risorse sono auspicabili , ma già oggi con la presenza di soli sei miliardi di persone, una equa, bilanciata distribuzione delle risorse è irrealizzata e probabilmente irrealizzabile.
Le morti per fame invece di ridursi sono in aumento, secondo l'ONU le persone che soffrono la fame hanno raggiunto la quota di 1,02 miliardi per l'intero pianeta; mentre laviamo la nostra coscienza inviando qualche aiuto, qualche piccola elemosina.
Questo purtroppo è avvenuto nel passato e continuerà nel futuro, perchè le leggi e le magnifiche costituzioni subiscono l'influenza delle piccole ma potenti classi dirigenti , che impantanate nel cieco egoismo non si accorgono di lampanti realtà.
Le qualità intrinseche alle persone, la loro dignità come sempre, sarà legata al possesso più alto possibile dei beni materiali, alla ricchezza.
Per avere una visione più alta e concreta del quadro generale, bisogna tener conto di altri elementi prima non considerati.
Prescindendo dalle ineliminabili considerazioni cosmologiche e dell'impatto che dovrebbero avere sull'humus conoscitivo, dobbiamo porre attenzione ad una tangibile realtà, cioè che l 'umanità è solo una parte del pianeta, questa semplice osservazione ci impone di comportarci in un determinato modo.
l'umanità non può arrogarsi il diritto di fare e disfare a proprio piacimento.
Questa semplice osservazione deve indurre una forte ricadute sull'opera attuale, su tutte le situazioni ed i comportamenti di ogni essere umano, nessuno escluso.
L'uomo uno dei condomini del condominio terrestre, un detentore di quote condominiali da armonizzare intelligentemente, uno dei vasi comunicanti fisicamente obbligati all'equilibrio.
La vera intelligenza, la superiorità di spirito, per essere tale deve fare a meno di boria e superbia, segni zavorra, della stupidità che troppo spesso causa un drammatico disfacimento della ragione, ci fa sprofondare in oceani di disumanità di tragici squilibri.
mercoledì 11 febbraio 2015
Ecologia (parte II )
Oggi siamo invasi materialmente da prodotti tecnologici di scarsa utilità.
Basta entrare in un negozio qualsiasi, per notare come una grande quantità di prodotti esposti, il comune visitatore non sa a cosa servono; i conoscitori invece vanno in visibilio per ogni minima novità o piccola miglioria che li spinge ad acquistare il modello più recente, questi sono inconvenienti da poco se non considerati nella totalità della tecnologia; purtroppo sono accaduti disastri molto preoccupanti e non possiamo escludere che il prevedibile incremento tecnologico ne determini altri gravissimi per il globo e l'economia.
Un oculato sviluppo tecnico e tecnologico può essere utile se non si superano certi limiti, se non si accettano passivamente gli interessi commerciali di grandi gruppi, lontani nella loro operatività da visioni un poco più ampie; una lungimiranza prevalentemente, o peggio esclusivamente economica.
Bisogna chiedersi quanto la tecnologia sciupi risorse preziose per l'altro tipo di avanzamento umano, sicuramente più importante.
Quanto nel complesso, la sottovalutata ragione ecologica, messa da parte dalle grandi industrie per aumentare guadagni immediati, aggraverà l'inserimento della vita umana nel complesso ambientale.
L'autentico avanzamento umano non può prescindere da un organico e dinamico livellamento delle possibilità vitali di ognuno di noi e delle società.
Non può esserci progresso in una situazione in cui agiscono troppi consumatori inquinatori, che anche se animati da buoni propositi e comportamenti, squilibrano i rapporti armonici di tutto l'insieme.
La maggior parte degli intellettuali e politici non riescono o non vogliono staccarsi da fossilizzate visioni non più accettabili; concetti e valori discutibili continuano ad essere seminati e coltivati nei comportamenti e nelle azioni dei più, valori che spesso bilanciano gli essenziali equilibri ecologistici ed etici.
Miliardi di IO singolarmente, con patrimoni di gioie e dolori, di conoscenza di affetti e tendenze, devono sentirsi obbligati a pretendere l'equilibrata acquisizione delle prerogative fondamentali; chiedere il necessario conseguimento della piena dignità dei singoli a coloro che hanno accettato la responsabilità di dedicare il proprio impegno alla attività pubblica.
Decisamente non accettabili le sollecitazioni addotte continuamente dalle considerazioni economiche e consumistiche per la necessaria crescita delle nazioni e per creare posti di lavoro con produzioni inutili e dannose .
Che significato dare al concetto, al termine progresso?
Non possiamo accettare, con l'intollerabile semplicismo che oggi coinvolge un copioso argomentare, una situazione decisamente diffusa.
Inaccettabile disparità sia etiche che di pratica vita quotidiana, contraddicono spietatamente vane parole ed irrealizzabili programmi.
Di fatto quello che oggi è un progresso disarmonico; un autentico progredire può ammettere picchi positivi e negativi in una dinamica ma poco ampi e limitati nel tempo.
Dice Eduardo Galeano " lo sviluppo è un viaggio con molti più naufraghi che naviganti".
Impossibile una crescita infinita su un pianeta finito.
Il biblico crescete e moltiplicatevi , pleonastico in quella mitologica ambientazione ha l'aggravante del successivo popolate la terra e assoggettatevela segno della stragrande superbia in cui l'uomo si ammantava sin dal principio.
Era ed è giustamente orgoglioso ma semplicemente ed umilmente primo tra pari; se perde la consapevolezza di una cosa così elementare, scade in pensieri e comportamenti deplorevoli.
Bisogna tenere sempre a mente che l'umanità è solo una parte del tutto.
Basta entrare in un negozio qualsiasi, per notare come una grande quantità di prodotti esposti, il comune visitatore non sa a cosa servono; i conoscitori invece vanno in visibilio per ogni minima novità o piccola miglioria che li spinge ad acquistare il modello più recente, questi sono inconvenienti da poco se non considerati nella totalità della tecnologia; purtroppo sono accaduti disastri molto preoccupanti e non possiamo escludere che il prevedibile incremento tecnologico ne determini altri gravissimi per il globo e l'economia.
Un oculato sviluppo tecnico e tecnologico può essere utile se non si superano certi limiti, se non si accettano passivamente gli interessi commerciali di grandi gruppi, lontani nella loro operatività da visioni un poco più ampie; una lungimiranza prevalentemente, o peggio esclusivamente economica.
Bisogna chiedersi quanto la tecnologia sciupi risorse preziose per l'altro tipo di avanzamento umano, sicuramente più importante.
Quanto nel complesso, la sottovalutata ragione ecologica, messa da parte dalle grandi industrie per aumentare guadagni immediati, aggraverà l'inserimento della vita umana nel complesso ambientale.
L'autentico avanzamento umano non può prescindere da un organico e dinamico livellamento delle possibilità vitali di ognuno di noi e delle società.
Non può esserci progresso in una situazione in cui agiscono troppi consumatori inquinatori, che anche se animati da buoni propositi e comportamenti, squilibrano i rapporti armonici di tutto l'insieme.
La maggior parte degli intellettuali e politici non riescono o non vogliono staccarsi da fossilizzate visioni non più accettabili; concetti e valori discutibili continuano ad essere seminati e coltivati nei comportamenti e nelle azioni dei più, valori che spesso bilanciano gli essenziali equilibri ecologistici ed etici.
Miliardi di IO singolarmente, con patrimoni di gioie e dolori, di conoscenza di affetti e tendenze, devono sentirsi obbligati a pretendere l'equilibrata acquisizione delle prerogative fondamentali; chiedere il necessario conseguimento della piena dignità dei singoli a coloro che hanno accettato la responsabilità di dedicare il proprio impegno alla attività pubblica.
Decisamente non accettabili le sollecitazioni addotte continuamente dalle considerazioni economiche e consumistiche per la necessaria crescita delle nazioni e per creare posti di lavoro con produzioni inutili e dannose .
Che significato dare al concetto, al termine progresso?
Non possiamo accettare, con l'intollerabile semplicismo che oggi coinvolge un copioso argomentare, una situazione decisamente diffusa.
Inaccettabile disparità sia etiche che di pratica vita quotidiana, contraddicono spietatamente vane parole ed irrealizzabili programmi.
Di fatto quello che oggi è un progresso disarmonico; un autentico progredire può ammettere picchi positivi e negativi in una dinamica ma poco ampi e limitati nel tempo.
Dice Eduardo Galeano " lo sviluppo è un viaggio con molti più naufraghi che naviganti".
Impossibile una crescita infinita su un pianeta finito.
Il biblico crescete e moltiplicatevi , pleonastico in quella mitologica ambientazione ha l'aggravante del successivo popolate la terra e assoggettatevela segno della stragrande superbia in cui l'uomo si ammantava sin dal principio.
Era ed è giustamente orgoglioso ma semplicemente ed umilmente primo tra pari; se perde la consapevolezza di una cosa così elementare, scade in pensieri e comportamenti deplorevoli.
Bisogna tenere sempre a mente che l'umanità è solo una parte del tutto.
sabato 31 gennaio 2015
Ecologia (parte I)
Nel mio scritto di saggistica "deep revolution" ho trattato con una certa larghezza il tema dell'ecologia, sento la necessità, data l'importanza che attribuisco a questo argomento, di riproporlo anche in questo blog
Ecologia
Mal compreso il concetto, la pratica percezione della ecologia; eppure la sua definizione è quella di semplice accessibilità da parte di chiunque, anche da chi è " povero di studi".
Il concetto di ecologia è legato, in maniera indissolubile, all'attivo equilibrio dei sistemi del nostro mondo fisico e biologico costantemente correlati, fondendo i giusti contrappesi alla continua variabilità degli assetti.
A questi attività operante nel corso di tempi lunghissimi, sempre autonoma,si è aggiunta l'attività disturbante dell'umanità tutta; incoraggia gli squilibri ed i consumi, aggravato dal sempre maggiore sfruttamento delle risorse, già limitate, del pianeta.
Ogni essere umano è un consumatore su un pianeta le cui capacità di mantenimento sono limitate, da un punto di vista etico bisogna condannare la tendenza ad incrementare la popolazione in maniera illimitata.
Nel 1972 il norvegese Arne Naess aveva proposto una "Piattaforma della ecologia profonda" con la quale intaccava il concetto di progresso e le idee-guida della civiltà industriale,che hanno portato all'attuale modo di vivere ed al dramma ecologico;nessuna specie vivente può beneficiare di particolari diritti per vivere e riprodursi più di qualsiasi altra.
Come già era stato detto non bisogna mai dimenticare che l'umanità è SOLTANTO una parte dei componenti del pianeta, e dovrebbe sentire l'obbligo (se è capace di usare quel poco di intelligenza che ha) di partecipare armoniosamente all'equilibrio generale.
Raramente diffusi dai grandi mezzi di comunicazione,pochi hanno sentito parlare di Ecologia Profonda.
Questa non può considerarsi una contrapposizione ma un necessario completamento dell'ecologia di superficie.
Questa è l'ecologia di cui tutti parlano,cioè il vigilare affinchè il progresso umano avvenga senza inquinamenti che superino determinate soglie ,senza modificare troppo l'ambiente ,mantenere pulito il paesaggio.
Per non superare le quote di inquinamento stabilite,installare filtri depuratori e quanto altro può servire a rendere "pulita" la natura ,e godere del magnifico nitore ed ornamento.
A tal proposito è necessario segnalare la perversa attività di molta pubblicità che spessissimo enfatizza doti che non hanno nulla a che vedere con l'ecologia poichè non esiste e non può esistere una macchina che sia veramente rispettosa dei canoni ecologici;correttezza vorrebbe che si parlasse soltanto del fatto che quel dato prodotto produce soltanto minor inquinamento rispetto ad altri.
Notevole importanza e grandi riconoscimenti bisogna attribuirli all'azione di Devall e Sessions e a Ted Mosquin che hanno cercato di puntualizzare questi seri problemi ecologici.
Importantissime anche il concetto di decrescita,quasi sempre vituperato,con cui La Touche sta cercando di controbattere l'alto valore di tanti insegnanti di ignoranza.
Un ecosistema non genera rifiuti e gli scarti di una specie, debitamente lavorati possono essere utili per un altra.
Pochi ne parlano, inascoltati.
Il sottofondo che ci trasciniamo dall'infanzia porta ad un desiderio di oggetti, ad una corsa continua verso un incremento continuo di beni materiali.
Siamo tutti convinti che la competizione sia la principale molla del progresso e la nostra specie è l'unica degna di considerazione etiche;è un cammino che genera molte perplessità ed offre possibilità di imprevedibili esiti.
Consiglio sempre valido è " informarsi e riflettere".
Il valore della scuola medica salernitana aveva una chiara base "observatio et ratio", c'è di mezzo il presente ed il futuro nostro, e delle prossime generazioni cui stiamo lasciando in eredità, una serie di problemi di sempre più difficile soluzione.
Notevole apprezzamento per l'importante impegno di Ted Mousquin ed il suo gruppo, che nel 2004 hanno redatto " il manifesto della terra" nel quale riprendono la tesi di NAESS.
Paolo Scroccaro parla di Ecosofia e dice che essa è " la mentalità di chi sa di dover chiudere il rubinetto della crescita del consumismo e dello spreco che è rimasto aperto per troppo tempo"
Osserva ancora che nel mondo devastato dalla tecnica potrà rifiorire una nuova ospitale dimora.
L'indiana Vandana Schiva si batte per la difesa della ecosostenibilità, della biodiversità e per i diritti delle popolazioni locali.
Con i derivati tecnologici la scienza si inserisce imperiosamente nelle attività umane; nel corso del tempo ha avuto la funzione di aggiungere conoscenze, sviluppare la cognizione di realtà, l'immediato frutto della scienza è la tecnologia che porta a vedere panorami inesplorati.
Esponenzialmente si crea un circolo virtuoso su quella strada che non ha fine.
In questi ultimi anni si è creato il mito della tecnologia, si deve specificare che non è qualcosa di innaturale, rimane nei limiti delle leggi naturali, e chimico-fisiche, e come ogni cosa naturale è soggetta ad imprevisti.
In questo periodo si insiste col rispetto ecologico, garantito da molti progressi tecnologici, ma non esistono prodotti totalemente ecologici.
Creato il mito ci stanno convincendo che la tecnologia possieda la soluzione a tutti i mali che da sempre hanno ostacolato il progresso dell'umanità; il costante sviluppo tecnologico risolverà tutte le difficoltà e l'uomo vivrà nel bene e nella fecilità.
Come già era stato detto non bisogna mai dimenticare che l'umanità è SOLTANTO una parte dei componenti del pianeta, e dovrebbe sentire l'obbligo (se è capace di usare quel poco di intelligenza che ha) di partecipare armoniosamente all'equilibrio generale.
Raramente diffusi dai grandi mezzi di comunicazione,pochi hanno sentito parlare di Ecologia Profonda.
Questa non può considerarsi una contrapposizione ma un necessario completamento dell'ecologia di superficie.
Questa è l'ecologia di cui tutti parlano,cioè il vigilare affinchè il progresso umano avvenga senza inquinamenti che superino determinate soglie ,senza modificare troppo l'ambiente ,mantenere pulito il paesaggio.
Per non superare le quote di inquinamento stabilite,installare filtri depuratori e quanto altro può servire a rendere "pulita" la natura ,e godere del magnifico nitore ed ornamento.
A tal proposito è necessario segnalare la perversa attività di molta pubblicità che spessissimo enfatizza doti che non hanno nulla a che vedere con l'ecologia poichè non esiste e non può esistere una macchina che sia veramente rispettosa dei canoni ecologici;correttezza vorrebbe che si parlasse soltanto del fatto che quel dato prodotto produce soltanto minor inquinamento rispetto ad altri.
Notevole importanza e grandi riconoscimenti bisogna attribuirli all'azione di Devall e Sessions e a Ted Mosquin che hanno cercato di puntualizzare questi seri problemi ecologici.
Importantissime anche il concetto di decrescita,quasi sempre vituperato,con cui La Touche sta cercando di controbattere l'alto valore di tanti insegnanti di ignoranza.
Un ecosistema non genera rifiuti e gli scarti di una specie, debitamente lavorati possono essere utili per un altra.
Pochi ne parlano, inascoltati.
Il sottofondo che ci trasciniamo dall'infanzia porta ad un desiderio di oggetti, ad una corsa continua verso un incremento continuo di beni materiali.
Siamo tutti convinti che la competizione sia la principale molla del progresso e la nostra specie è l'unica degna di considerazione etiche;è un cammino che genera molte perplessità ed offre possibilità di imprevedibili esiti.
Consiglio sempre valido è " informarsi e riflettere".
Il valore della scuola medica salernitana aveva una chiara base "observatio et ratio", c'è di mezzo il presente ed il futuro nostro, e delle prossime generazioni cui stiamo lasciando in eredità, una serie di problemi di sempre più difficile soluzione.
Notevole apprezzamento per l'importante impegno di Ted Mousquin ed il suo gruppo, che nel 2004 hanno redatto " il manifesto della terra" nel quale riprendono la tesi di NAESS.
Paolo Scroccaro parla di Ecosofia e dice che essa è " la mentalità di chi sa di dover chiudere il rubinetto della crescita del consumismo e dello spreco che è rimasto aperto per troppo tempo"
Osserva ancora che nel mondo devastato dalla tecnica potrà rifiorire una nuova ospitale dimora.
L'indiana Vandana Schiva si batte per la difesa della ecosostenibilità, della biodiversità e per i diritti delle popolazioni locali.
Con i derivati tecnologici la scienza si inserisce imperiosamente nelle attività umane; nel corso del tempo ha avuto la funzione di aggiungere conoscenze, sviluppare la cognizione di realtà, l'immediato frutto della scienza è la tecnologia che porta a vedere panorami inesplorati.
Esponenzialmente si crea un circolo virtuoso su quella strada che non ha fine.
In questi ultimi anni si è creato il mito della tecnologia, si deve specificare che non è qualcosa di innaturale, rimane nei limiti delle leggi naturali, e chimico-fisiche, e come ogni cosa naturale è soggetta ad imprevisti.
In questo periodo si insiste col rispetto ecologico, garantito da molti progressi tecnologici, ma non esistono prodotti totalemente ecologici.
Creato il mito ci stanno convincendo che la tecnologia possieda la soluzione a tutti i mali che da sempre hanno ostacolato il progresso dell'umanità; il costante sviluppo tecnologico risolverà tutte le difficoltà e l'uomo vivrà nel bene e nella fecilità.
mercoledì 21 gennaio 2015
Esegesi elementari
Tutto quello che viene esposto dibattuto e diventa operativo, il complesso delle quotidianeità, può essere considerato effetto finale, di cause lontane sopratutto nel tempo, e che nessuno ha interesse ad esporle ed eventualmente criticarle.
Tenterò di considerare questi effetti finali, spesso deleteri ed inaccettabili, cercando di collegarli alle cause inespresse o subdolamente taciute.
Come prima evidenza voglio ribadire ciò che ho detto abbastanza spesso riguardo la superbia umana, in rapporto alla limitata intelligenza, enfatizzata intelligenza per di più mal usata.
Dobbiamo considerare che ogni essere umano e tutto il totale planetario, è da considerare sconsolatamente e deprimente insignificante.
D'altro canto è insignificante tutta l'umanamente immensa galassia di cui siamo parte.
Fatte queste, per me, elementari considerazioni, accettabili senza particolari difficoltà da tutti , passo a considerare i singoli esseri umani.
Ho già scritto che ognuno di noi può considerarsi saturo di dignità e di valore e di conseguenza nessuno può vantare di avere più dignità e più valore di quanta ne abbia io, e contemporaneamente io non ho più dignità e valore di alcuno.
Quello che caratterizza ognuno di noi può essere la presenza nella personalità e nell'intelligenza dei cosi detti talenti che rendono ognuno di noi uguale ma dissimile nella mentalità e nei comportamenti pratici.
E' stato già detto dei diritti esistenziali, quei diritti che non possono essere normati da regolamenti e leggi sempre discutibili e variabili, nelle diverse compagini societarie.
I diritti esistenziali sono quei diritti che nascono col soggetto umano, lo seguono, lo accompagnano durante il corso di tutta la vita e si estinguono con la morte.
L'argomento dei diritti esistenziali è già stato trattato precedentemente con una certa larghezza e mi limito soltanto ad enunciarli.
Sono cioè il diritto a non soffrire fame e sete, avere acqua sufficiente per i bisogni quotidiani, il diritto ad una casa, il diritto al rispetto della personale dignità, il diritto a svolgere in termini corretti la personale sessualità, cioè tutto quello che è stato già trattato nel post dei diritti esistenziali.
Altro argomento di notevolissima importanza, è l'aumento sconsideratamente superbo della quantità degli esseri umani, che obiettivamente sono da considerare soltanto una parte del complesso terrestre, quindi ricadenti nel totale equilibrio ecologico del pianeta.
Considerando gli intollerabili squilibri nelle compagini societarie, tra chi ha disumanamente troppo e chi troppo poco.
Questo solo fatto sarebbe sufficiente a considerare incivili ed anti-democratiche tutte le varie nazionalità in cui è suddivisa la razza animale umana.
Altra considerazione di enorme importanza anche pratica è che non c'è alcuna possibilità di conoscenza dell'eterno, data l'incommensurabile distanza tra creatura e creatore, anche se viene messo in atto un banale tentativo di ridurla grazie ad esseri discutibili come angeli e demoni o esseri umani che azzardano descrizioni dell'eterno e della sua essenza, teologicamente e razionalmente impossibili.
Per tanto TUTTE le religioni non hanno niente a che vedere con l'eterno;sono espressioni della superbia geocentrica che ha imperato per millenni e che nei fatti e nel concreto tarda ad essere eliminata.
Il notevole impegno di numerosi scienziati sta aprendo nuove conoscenze grazie sopratutto alla messa in opera di una tecnologia sempre più sofistica, pur nelle necessarie critiche che possono essere attribuite ad eccessi tecnologici.
La rivoluzione copernicana è la base di un altra altrettanto rivoluzionaria conoscenza delle ultime acquisizioni scientifiche, messe in opera dalla teoria della relatività generale di EINSTEIN e l'incursione dei suoi successori valutata dalle inoppugnabili equazioni e leggi matematiche, nelle cognizioni quantistiche con le relative ed interdipendenti relazioni.
Questi nuovi paradigmi aprono scenari inimmaginabili soltanto pochi decenni fa, e suscettibili di ulteriori rivoluzionarie acquisizioni, che promettono una ulteriore e più correlata rivoluzione.
Pertanto non possiamo più esimerci dal conoscere le ultime acquisizioni derivate dalla teoria relativistica.
Questa ci ha dimostrato che tutto quel che concerne il nostro mondo e l'universo intero fa parte di un relativismo che permea tutto l'universo in contrapposizione ad un assoluto di difficile catalogazione e separata nettamente dal relativismo valorizzato dalle più recenti acquisizioni.
Vi è pertanto la necessità di sganciarsi e criticare determinatamente,quello che viene trasmesso da tutti i mezzi di informazione di massa, guidati senza possibilità di sganciamento dal potere più gretto abbarbicato ai più biechi e disumani e discutibili interessi venali.
Purtroppo i mezzi di comunicazione di massa sono diretti ad un pubblico reso volutamente ignorante, da quei pochi che detengono numerosissime risorse, e possibilità di influire su un'umanità considerata massa amorfa .
Questi interessi venali sono subdolamente validati da un contorno che tenta di dimostrare altissime competenze sia generiche che specificatamente artistiche.
Tutto un culturame che non fa altro che diffondere nel grosso pubblico le sublimi capacità di quei pochi che detengono intollerabilmente la maggior parte delle risorse che dovrebbero essere patrimonio comune di tutti.
Questa situazione meriterebbe di essere valutata ampiamente da quei pochi che hanno una percezione sufficientemente accettabile.
Queste conoscenze fondamentali ed ineludibili circolano, ahimè, in una elite limitata e che non ha contatti con la maggior parte delle persone, che volutamente vengono sollecitate ad interessarsi a problematiche, spesso da cronaca nera, e di scarsissimi interessi un po più lontani dalla fanghiglia quotidiana.
Tenterò di considerare questi effetti finali, spesso deleteri ed inaccettabili, cercando di collegarli alle cause inespresse o subdolamente taciute.
Come prima evidenza voglio ribadire ciò che ho detto abbastanza spesso riguardo la superbia umana, in rapporto alla limitata intelligenza, enfatizzata intelligenza per di più mal usata.
Dobbiamo considerare che ogni essere umano e tutto il totale planetario, è da considerare sconsolatamente e deprimente insignificante.
D'altro canto è insignificante tutta l'umanamente immensa galassia di cui siamo parte.
Fatte queste, per me, elementari considerazioni, accettabili senza particolari difficoltà da tutti , passo a considerare i singoli esseri umani.
Ho già scritto che ognuno di noi può considerarsi saturo di dignità e di valore e di conseguenza nessuno può vantare di avere più dignità e più valore di quanta ne abbia io, e contemporaneamente io non ho più dignità e valore di alcuno.
Quello che caratterizza ognuno di noi può essere la presenza nella personalità e nell'intelligenza dei cosi detti talenti che rendono ognuno di noi uguale ma dissimile nella mentalità e nei comportamenti pratici.
E' stato già detto dei diritti esistenziali, quei diritti che non possono essere normati da regolamenti e leggi sempre discutibili e variabili, nelle diverse compagini societarie.
I diritti esistenziali sono quei diritti che nascono col soggetto umano, lo seguono, lo accompagnano durante il corso di tutta la vita e si estinguono con la morte.
L'argomento dei diritti esistenziali è già stato trattato precedentemente con una certa larghezza e mi limito soltanto ad enunciarli.
Sono cioè il diritto a non soffrire fame e sete, avere acqua sufficiente per i bisogni quotidiani, il diritto ad una casa, il diritto al rispetto della personale dignità, il diritto a svolgere in termini corretti la personale sessualità, cioè tutto quello che è stato già trattato nel post dei diritti esistenziali.
Altro argomento di notevolissima importanza, è l'aumento sconsideratamente superbo della quantità degli esseri umani, che obiettivamente sono da considerare soltanto una parte del complesso terrestre, quindi ricadenti nel totale equilibrio ecologico del pianeta.
Considerando gli intollerabili squilibri nelle compagini societarie, tra chi ha disumanamente troppo e chi troppo poco.
Questo solo fatto sarebbe sufficiente a considerare incivili ed anti-democratiche tutte le varie nazionalità in cui è suddivisa la razza animale umana.
Altra considerazione di enorme importanza anche pratica è che non c'è alcuna possibilità di conoscenza dell'eterno, data l'incommensurabile distanza tra creatura e creatore, anche se viene messo in atto un banale tentativo di ridurla grazie ad esseri discutibili come angeli e demoni o esseri umani che azzardano descrizioni dell'eterno e della sua essenza, teologicamente e razionalmente impossibili.
Per tanto TUTTE le religioni non hanno niente a che vedere con l'eterno;sono espressioni della superbia geocentrica che ha imperato per millenni e che nei fatti e nel concreto tarda ad essere eliminata.
Il notevole impegno di numerosi scienziati sta aprendo nuove conoscenze grazie sopratutto alla messa in opera di una tecnologia sempre più sofistica, pur nelle necessarie critiche che possono essere attribuite ad eccessi tecnologici.
La rivoluzione copernicana è la base di un altra altrettanto rivoluzionaria conoscenza delle ultime acquisizioni scientifiche, messe in opera dalla teoria della relatività generale di EINSTEIN e l'incursione dei suoi successori valutata dalle inoppugnabili equazioni e leggi matematiche, nelle cognizioni quantistiche con le relative ed interdipendenti relazioni.
Questi nuovi paradigmi aprono scenari inimmaginabili soltanto pochi decenni fa, e suscettibili di ulteriori rivoluzionarie acquisizioni, che promettono una ulteriore e più correlata rivoluzione.
Pertanto non possiamo più esimerci dal conoscere le ultime acquisizioni derivate dalla teoria relativistica.
Questa ci ha dimostrato che tutto quel che concerne il nostro mondo e l'universo intero fa parte di un relativismo che permea tutto l'universo in contrapposizione ad un assoluto di difficile catalogazione e separata nettamente dal relativismo valorizzato dalle più recenti acquisizioni.
Vi è pertanto la necessità di sganciarsi e criticare determinatamente,quello che viene trasmesso da tutti i mezzi di informazione di massa, guidati senza possibilità di sganciamento dal potere più gretto abbarbicato ai più biechi e disumani e discutibili interessi venali.
Purtroppo i mezzi di comunicazione di massa sono diretti ad un pubblico reso volutamente ignorante, da quei pochi che detengono numerosissime risorse, e possibilità di influire su un'umanità considerata massa amorfa .
Questi interessi venali sono subdolamente validati da un contorno che tenta di dimostrare altissime competenze sia generiche che specificatamente artistiche.
Tutto un culturame che non fa altro che diffondere nel grosso pubblico le sublimi capacità di quei pochi che detengono intollerabilmente la maggior parte delle risorse che dovrebbero essere patrimonio comune di tutti.
Questa situazione meriterebbe di essere valutata ampiamente da quei pochi che hanno una percezione sufficientemente accettabile.
Queste conoscenze fondamentali ed ineludibili circolano, ahimè, in una elite limitata e che non ha contatti con la maggior parte delle persone, che volutamente vengono sollecitate ad interessarsi a problematiche, spesso da cronaca nera, e di scarsissimi interessi un po più lontani dalla fanghiglia quotidiana.
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